IL MIO DIRITTO -il diritto di libertà di espressione-
by giulia
Artwork: Giulia Sileri
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Articoli di carte costituzionali o documenti in cui il diritto scelto è affermato e tutelato
Il diritto alla libertà di espressione è riportato in numerosi articoli come nel diciannovesimo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che sostiene: “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione.” Questo diritto è talmente importante che altre costituzioni non avrebbero potuto non focalizzare la loro attenzione su di esso, infatti lo ritroviamo anche nell’articolo 21 della Costituzione italiana quando si fa riferimento ai diritti inviolabili e si stabilisce che: “il diritto di manifestare il pensiero in ogni forma è libero, tranne in casi di reati o di offesa al buon costume.” Nella Dichiarazione di Indipendenza statunitense la LIBERTÀ in generale è presente tra i diritti inalienabili, che sono: la vita, la libertà e il perseguimento della felicità. La carta dei diritti della Costituzione Europea, l’articolo 10 della CEDU, la TUE e l’articolo 11 della Carta di Nizza si sono interessate anch’esse a questo diritto e ne hanno aiutato la diffusione.
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Violazioni del diritto scelto
Durante la storia umana, molteplici volte è stato ed è tutt’ora negato il diritto alla libertà di espressione attraverso dittature, intimidazioni, incarcerazioni, schiavitù, torture o censure, nella stampa o in TV per paura di dare idee rivoluzionarie o che andassero contro il governo. La dittatura, insieme alla schiavitù, è la negazione assoluta del diritto alla libertà di espressione e di uguaglianza. Per dittatura, infatti, si intende una forma di assolutismo che impone le sue leggi ai cittadini, senza accettare che essi si possano opporre. Le dittature iniziano sin dall’età romana, per poi riproporsi durante la rivoluzione francese e successivamente, nel 900 con Mussolini, Hitler e Stalin che crearono una serie di politiche dittatoriali temute e che segnarono la storia. Ai giorni d’oggi, nel XXI secolo, abbiamo ancora Paesi in cui questo diritto è violato, ignorato e calpestato. In Eritrea, che l’ONG ha definito come il paese più censurato del mondo, seguito dalla Corea del Nord,
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Turkmenistan, Arabia Saudita, Cina, Vietnam, Iran, Guinea Equatoriale, Bielorussia e Cuba. Stando a numerose fonti, paesi come Arabia Saudita, Cina, Vietnam e Iran, sarebbero responsabili di aver incarcerato e molestato i giornalisti e le loro famiglie, oltre ad aver condotto una campagna di sorveglianza digitale e censura di internet e dei social network. Nello stato eritreo un controllo approfondito e attento degli organi della stampa portò, nel 2001, alla chiusura dei media indipendenti e all’incarcerazione di diversi giornalisti, negando loro il diritto di avere un processo. Attualmente ci sono almeno 16 giornalisti dietro le sbarre del Paese. Ma non dovremmo vedere la censura come un fenomeno recente, infatti, già durante la prima guerra mondiale, le lettere dei soldati sul fronte di guerra venivano censurate per non far apparire la guerra come qualcosa di brutto e terrificante dove le persone morivano e il desiderio di tornare a case e porre fine a quella tortura accresceva.
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Organizzazioni internazionali che lottano per la tutela di questo diritto
Nata nel 2014, la Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili (CILD) è una rete di organizzazioni della società civile che lavora per difendere e promuovere i diritti e le libertà di tutti, unendo attività di advocacy, campagne pubbliche e azione legale.
“In Difesa Di, per i diritti umani e chi li difende” è una rete di oltre 30 organizzazioni e associazioni italiane attive su tematiche quali diritti umani, ambiente, solidarietà internazionale, pace e disarmo, diritti dei lavoratori, la libertà di stampa e lo stato di diritto.
Molte delle associazioni che si definiscono ”organizzazioni per i diritti umani” si occupano di protezione dei diritti civili e politici. Le più conosciute tra queste organizzazioni, a livello internazionale, comprendono: Amnesty International, Human Rights Watch, la International Federation for Human Rights, Human Rights First e Interights.
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Gli uomini che hanno lottato o lottano ancora per questo diritto
Pur non essendo l’obiettivo preciso prefissatosi da numerosi personaggi storici, furono molti quelli che difesero il diritto di libertà di espressione attraverso scioperi e proteste per giungere al loro scopo come: la parità dei diritti, il diritto a non essere sottomessi, schiavizzati, ecc…
Personaggi come Martin Luther King, Nelson Mandela, Mahatma Gandhi, le suffragette, i partigiani e altri richiesero a gran voce di essere ascoltati, senza ricorrere ad armi o prepotenze ma comunque cambiando qualcosa nel mondo e nella loro condizione.
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Nelson Mandela
Nelson Mandela, è un uomo la cui attenzione alla libertà del suo popolo è d’ispirazione per i sostenitori dei diritti umani di tutto il mondo. Nato in Sudafrica e figlio di un capo tribù, Mandela si laureò in giurisprudenza. Nel 1944 si unì al Congresso Nazionale Africano e operò per abolire la politica dell’apartheid stabilita dal Partito Nazionale al potere. Processato per le sue azioni, Mandela dichiarò:
“Ho lottato contro il dominio bianco e contro il dominio nero. Ho coltivato l’ideale di una società democratica e libera nella quale tutti potessero vivere uniti in armonia e con pari opportunità. È un ideale per il quale spero di poter vivere e che spero di ottenere. Ma se necessario, è un ideale per il quale sono pronto a morire.”
Fu condannato all’ergastolo, rifiutando ripetutamente di scendere a compromessi con la sua posizione politica per ottenere la sua libertà. Rilasciato infine nel febbraio del 1990, intensificò la battaglia contro l’oppressione per raggiungere le mete che lui ed altri avevano stabilito. Nel maggio del 1994, Mandela fu proclamato il primo presidente nero del Sudafrica e rimase in carica fino al 1999.
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I partigiani
I partigiani sono patrioti che hanno combattuto per la libertà, per restituire l’onore ad un paese infangato dai crimini fascisti, per porre fine alle negazione di tanti altri diritti che non venivano loro garantiti. Un partigiano è un combattente armato che non appartiene ad un esercito regolare ma ad un movimento di resistenza e che solitamente si organizza in bande o gruppi, per fronteggiare uno o più eserciti regolari, ingaggiando una guerra asimmetrica.

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Canzoni in cui si difende questo diritto
Anche la musica è stata da sempre un mezzo di trasmissione di idee,perciò, attraverso essa, molti cantanti hanno deciso di affrontare il tema della Libertà: da Giorgio Gaber sulle note di “La libertà ” nel 1972 a Lorenzo Jovanotti in”Viva la libertà” nel 2018. Ascoltando la canzone di Jovanotti sono rimasta colpita da come lui, con una melodia semplice ed orecchiabile, ha voluto affrontare un tema così importante. Questo pezzo ha come tema principale la celebrazione di questo valore da parte dell’autore che, a modo suo,ne ha voluto far cogliere la fondamentale importanza. Nella prima strofa, attraverso accostamenti di aggettivi, riesce ad enfatizzare questa parola. Nella seconda, invece, il cantante parla di rughe e cicatrici, di labbra e braccia, facendo sembrare la libertà una creatura umana che nel tempo ha lottato e sofferto ma è sempre pronta ad accogliere tutti coloro che la desiderano. Nelle strofe che seguono ripropone accostamenti di aggettivi e utilizza l’immagine di una madre dolcissima che protegge e rassicura, ma allo stesso tempo deve essere difesa.
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Opere pittoriche in cui si difende questo diritto
Esprimere il concetto di libertà non è affatto semplice, infatti, per libertà non si intende semplicemente “il poter fare ciò che si vuole”, perché dietro a questa parola vi è una libera e ampia interpretazione. Nel corso della storia vari artisti hanno cercato di dare la loro rappresentazione di questo concetto, in base alle vicende storico-politiche del periodo ad essi contemporaneo.Tra i numerosi esempi possiamo citare Eugène Delacroix, il quale dipinse “La libertà che guida il popolo”, nel periodo successivo ai moti rivoluzionari del 1830. Egli decise di personificare la libertà con le sembianze di una semidea che incita il popolo alla rivolta, innalzando con una mano il tricolore francese e serrando nell’altra un fucile, con il seno nudo e un cappello frigio, uno dei simboli della Rivoluzione Francese. Il significato che quest’opera voleva esprimere è tutt’ora attuale: molti artisti contemporanei hanno ripreso questa iconografia e viene utilizzata come simbolo della libertà. Il dipinto presenta uno schema piramidale; una figura femminile che incarna la Libertà viene posta al centro in primo piano. Ha il volto di profilo, rivolto verso il popolo che si trova sulla sinistra alle sue spalle, condotto e guidato nella rivolta. A destra della fanciulla è dipinto un ragazzino che impugna delle armi; a sinistra un giovane con abiti eleganti e cappello a cilindro, il cui volto è l’autoritratto del pittore. Ai piedi della Libertà, un uomo inginocchiato sulle barricate quasi distrutte, in pietra e legna, la contempla con sguardo supplichevole. In basso si trovano i cadaveri degli uomini morti durante il combattimento. Il colore evidenzia è la luminosità del tricolore e l’allegoria della Libertà che viene colpita da una luce irreale e simbolica. Mi è piaciuto molto studiare questo quadro perché, secondo la mia interpretazione, non tratta solo un diritto in particolare ma più di uno: la libertà d’espressione della donna nuda, il diritto ad avere un’infanzia e non combattere e uccidere come il ragazzo sulla destra e il diritto alla vita, rappresentato da tutti i cadaveri che avrebbero potuto continuare a vivere e non giacere su un letto di corpi senza anima.
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Perché il diritto da me scelto è più importante degli altri
Tra i diritti umani universali, cioè che spettano alla persona in quanto essere umano, ho scelto di approfondire il diritto alla libertà di espressione e quanto questo possa essere importante per qualunque essere umano. È stata mia premura scegliere questo mio diritto per una serie di motivi che vorrei riassumere in tre punti: numero uno, i diritti sono legati, perciò, se non ne viene rispettato uno, a loro volta tanti altri faranno lo stesso, quindi, cosa succederà agli altri se non venisse rispettato questo fondamentale diritto? Numero 2, provando ad avere empatia e immaginando di essere privata della mia libertà, non mi sentirei bene. Immaginando di non poter più esprimere la mia opinione, di non poter avere un pensiero tutto mio, immaginando di non ragionare con la mia testa e di andare dietro alla prima persona che, con la violenza, mi allontana dalle mie idee.
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Infine il numero 3 ovvero che la libertà è un valore portante nella nostra vita che, più degli altri, ci fa riflettere molto, perché da questo dipende il nostro futuro, dato che la libertà ci permette soggettivamente di avere sogni, passioni e se questa non ci fosse riconosciuta non potremmo realizzarli mai e poi mai. Per questo andrebbe tutelato e rispettato. Per salvaguardare questo diritto io consiglierei di proporre e tutelare scioperi senza repressioni, permettendo la diffusione di idee attraverso mezzi di espressione come la parola, i social, la radio e la TV, certamente senza usare violenza o agire a discapito di qualcuno o qualcosa, provocando danni alla società.
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Quindi, arrivando ad una conclusione, secondo me il diritto di libertà di espressione è fondamentale nella vita di ognuno di noi e, come afferma George Washington:
“Se viene a mancare la libertà di parola, allora noiosi e silenziosi possiamo essere condotti come pecore al macello.”

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Published: Mar 10, 2022
Latest Revision: Mar 30, 2022
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