Emozioni in cucina
Storia e origini
Se avete camminato almeno una volta per le vie di Praga vi sarà sicuramente capitato di odorare nell’aria un forte profumo di cannella e zucchero. E’ il Trdelnik che vi sta chiamando a sé con tutta la sua dolcezza e golosità.
Nel centro storico di Praga è impossibile fare più di dieci passi senza trovare un chioschetto che venda questa prelibatezza.
Nonostante le insegne dei negozi campeggi la scritta “prodotto tipico di Praga” la sua vera origine è ancora oggi motivo di discussioni. Il Trdelnik, chiamato anche manicotto di Boemia, è una sorta di cannolo il cui impasto è formato da pasta dolce cotta alla brace dopo essere stato inzuppato in un composto di zucchero e cannella. Le sue origini risalgono al XVIII quando il generale ungherese Jozsef Gvada’nyi conquistò quella che è l’attuale Moravia (la parte più ad est della Repubblica Ceca) e il suo chef personale diede origine a questo dolce, croccante fuori e morbido dentro.
E mentre ungheresi, cechi e slovacchi continuano a contendersi il titolo di inventori. Noi, nel frattempo, ce lo gustiamo fra le strade di Praga.

Il nome Trdelnik deriva dalla parola trdlo, che indica uno spiedo di legno; oggi si riferisce anche ad uno spiedo di ferro. L’impasto viene avvolto intorno allo spiedo, e poi cotto sul fuoco o sulle braci, girandolo fino a quando non sarà cotto alla perfezione. Una volta tolto lo spiedo, ci si ritrova con un rotolo di pasta dall’interno cavo, quindi non presenta la consistenza e la pesantezza di altri dolci.
È quindi possibile scegliere la guarnizione esterna che di solito è composta da zucchero, noci o cannella. Alcuni lo ordinano con una pallina di gelato, specialmente nelle giornate estive. Per molti, il Trdelnik potrebbe apparire come una bomba calorica a base di zucchero, ma tenete presente che al centro, è cavo. Tuttavia, qualora questo tipo di dolce vi possa sembrare abbondante nelle proporzioni, potreste sempre condividerlo e gustarlo con un amico.
Poiché questa deliziosa pasta riempie molto lo stomaco, si trova soprattutto nei mesi invernali, quelli più freddi. La città è piena di bancarelle che vendono cibo e di venditori che cucinano il Trdelnik all’aperto, sul fuoco o sulla brace. Dato che siamo vicini al periodo natalizio, potrete trovare il Trdelnik in uno dei mercatini di Natale di Praga, nella Piazza della Città Vecchia o in Piazza Venceslao. In ogni caso troverete il Trdelnik in tutte le parti della città, in zone più appartate, così come nelle principali località turistiche, come il Castello di Praga.

Antiche tradizioni
Secondo Ladislav Provaan, direttore del Museo della Gastronomia di Praga, l’origine del dolce non sarebbe Ungherese nè Boema o Slovacca o Turca ma risalirebbe addirittura al Neolitico, quando tutti i cibi venivano cucinati direttamente sul fuoco, infilati su bastoni di legno – anche il pane. Un sistema di cottura comodo anche per i nomadi ed i pastori e diffuso in tutta Europa, dalla Grecia alla Svezia – con nomi diversi. L’unica parte genuinamente ceca del dolce è il suo nome, trdelnik o trdlo come il rullo su cui viene cotto.
Un prodotto relativamente semplice da preparare, con ingredienti percepiti come “genuini”, poco costoso e cotto di fronte al cliente – ecco il segreto del suo successo. Agli stranieri piace perchè ha un nome difficile da pronunciare ed è considerato esotico, perchè è caldo, dolce il giusto e ha un prezzo abbordabile. Il tipo di comfort food adatto ad una città non proprio temperata come Praga.
Il fatto che non sia tradizionale non vuol dire che non sia uno spuntino piacevole da provare anche a casa, addirittura sul barbecue per i più coraggiosi.

Ricetta
Ingredienti
- 300 g Farina 00
- 1 pizzico di Sale
- 120 ml di latte
- 1Uova
- 30 g Burro
- 1 cucchiaio Zucchero
- 1 Scorza di limone (grattugiata)
- 10g di lievito di birra fresco
Per decorazione
- 1albume
- q.b. zucchero
- q.b cannella in polvere
Strumenti
- Mattarello
Preparate un lievitino in una ciotola con il lievito di birra, 1 cucchiaino di zucchero e mezzo bicchiere di latte tiepido. Lasciate riposare per circa 5 minuti, versate in un’altra ciotola (o planetaria) farina e zucchero ed iniziate ad impastare con il latte rimasto. Poi unite l’uovo intero, leggermente sbattuto, la scorza di limone grattugiata ed infine il burro a pomata.
A questo punto potete aggiungere il lievitino e lavorate il composto almeno 5 minuti energicamente.
Lasciate lievitare in una ciotola coperta con un canovaccio per almeno due ore.
Nel frattempo unite in un piatto zucchero di canna extra fine e cannella in polvere. Non ci sono quantitativi precisi, il gusto è molto soggettivo.
Rivestite un mattarello con la carta alluminio e avvolgete questo filoncino, attaccandolo per bene al cerchio precedente o accavallandolo leggermente, spennellate ogni manicotto con l’albume dell’uovo, ripassateli nello zucchero con la cannella. Cuocete per circa 15-20 minuti in forno statico preriscaldato a 180°C.
Per la cottura sistemate il mattarello nel forno su 2 sostegni di metallo (tipo stampo da plumacake)
In questo modo non appoggiando sulla teglia rimarrà rotondo.
Rigirateli durante la cottura.

Le emozioni in cucina
8 ore di viaggio, ultimo viaggio in famiglia ,prendiamo l’aereo a Bergamo, atterriamo in Polonia a Praga e poi ore infinite di treno e taxi per arrivare in Repubblica Ceca da mio zio.
Dio mio quanto è bella, tutta campagna, le persone tutte in bicicletta davvero poche in auto, si respirava proprio aria pulita. Dopo anni rivedo mio zio, anzi il mio zio preferito, ed in fondo so di essere anche la sua nipote preferita.
Il giorno dopo abbiamo affittato una macchina per andare a visitare dei paesini li vicino, guidando per quelle strade meravigliose siamo arrivati a Cracovia una città che mi ha letteralmente rapita il cuore, nonostante io l’abbia vista solo 1 volta la ricordo come il palmo della mia mano.
Circondata da un enorme parco, penso si chiami Planty, totalmente abbracciata dai resti delle mura medievali.
Quella piazza se non rammento male si chiama Rynet Glòwny, la piazza principale, e da li, nasce proprio quel ricordo.
L’ odore dolce che si sentiva, appena si girava l’angolo, un profumo che penso che non dimenticherò mai, tutte quelle casette addobbate con atmosfera fiabesca, mi viene in mente soprattutto quella bancarella che faceva questi dolci strani, dei “rotoli” di impasto sulla brace, era tutto così particolare e nuovo, i Trdelnik.
Ricordo che hanno dovuto lottare per farmeli assaggiare perché di solito sono diffidente verso quello che non conosco.
Nonostante le minacce di mia madre di non concedermi il giro in carrozza, abbiamo assaggiato quelle sottospecie di manicotti e li ho trovati deliziosi.
I Trdelnik si possono farcire in molti modi, con frutta ,nutella gelato, panna ma il più buono rimane il classico, senza, farcitura ma con all’esterno una crosta di zucchero e cannella.
Quel gusto dolce ma non troppo, simile a un croissant, ma decisamente migliore.
Un altro momento che mi ricordo è quando il ragazzo che mi aveva appena preparato il Trdelnik, passandomelo, essendo bollente lo fece cadere e io scoppiai a piangere, lui sorridendomi gentilmente me ne regalò altri due per farsi perdonare.
Rimarrò sempre innamorata di questo paese e non vedo l’ora di tornare e assaporare nuovamente quel dolce che mi ricorda proprio la mia infanzia.

Published: Apr 27, 2022
Latest Revision: Apr 27, 2022
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