L’inquinamento, un problema tipico dei paesi più industrializzati, coinvolge oggi tutto il Pianeta. Aggravato dall’intreccio di diversi fattori che ne moltiplicano gli effetti, l’inquinamento colpisce anche le zone più lontane dalla civiltà moderna, perché si espande attraverso le vie dell’aria e dell’acqua. Ci sono diverse forme di inquinamento, che modificano gli equilibri degli ecosistemi naturali e causano gravi rischi per la salute dell’uomo negli ambienti da lui abitati. La diffusione e la gravità dei fenomeni di inquinamento richiedono scelte di governo tempestive ed efficaci, su scala locale (amministrazioni locali), su scala nazionale (governi degli Stati) e su scala internazionale attraverso accordi riconosciuti da tutti gli Stati
Cos’è l’inquinamento
Cosa dobbiamo intendere per inquinamento? Negli ultimi anni l’uso di questa parola si è molto esteso, tanto che nel linguaggio comune la parola inquinamento è spesso usata come sinonimo di ambiente sporco. L’inquinamento vero e proprio consiste invece nell’introduzione diretta o indiretta in un ambiente di sostanze o anche di energia capaci di trasformare gli equilibri naturali producendo anche effetti sulla salute umana. Alcune di queste trasformazioni sono irreversibili nel medio o nel lungo periodo.
L’inquinamento può essere provocato da fenomeni naturali ‒ per esempio eruzioni vulcaniche, incendi, radioattività di alcune rocce ‒ o da attività dell’uomo. In entrambi i casi, vengono immesse in un ambiente sostanze estranee a esso o sostanze comuni ma in quantità tali che superano la capacità di digestione (demolizione e decomposizione) e assorbimento da parte di quell’ambiente: è il caso dell’eutrofizzazione negli ambienti acquatici o dell’eccesso di produzione di anidride carbonica che provoca l’effetto serra.
Nell’ultimo secolo l’inquinamento provocato dalle attività umane ha di gran lunga superato l’inquinamento di origine naturale.
Un grande viaggiatore
L’inquinamento è un grande viaggiatore. Gli inquinanti, infatti, prodotti in un punto qualunque del Pianeta, viaggiano attraverso l’aria sotto la spinta dei venti, si uniscono ad altre sostanze presenti nell’atmosfera, poi con la pioggia precipitano al suolo e da qui penetrano nelle falde acquifere o vengono trasportati dalle acque dei fiumi fino al mare. Lungo il percorso vengono assorbiti dai vegetali o ingeriti dagli animali: entrano così nella catena alimentare e arrivano fino all’uomo.

‘inquinamento dell’aria continuerà ad essere un problema inglese, soprattutto in seguito, durante la rivoluzione industriale, fino al recente passato con il grande smog di Londra nel 1952. La capitale britannica ha registrato anche uno dei primi casi estremi di problematiche legate alla qualità delle acque con la grande puzza sul Tamigi del 1858, che di lì a poco ha portato alla costruzione del sistema fognario londinese.
È stata la rivoluzione industriale che ha comunque dato alla luce l’inquinamento ambientale come lo conosciamo oggi. L’emergere di grandi fabbriche e il consumo di enormi quantità di carbone e altri combustibili fossili ha dato luogo a inquinamento atmosferico senza precedenti, il grande volume di scarichi industriali chimici s’è aggiunto al crescente carico di rifiuti antropici non trattati. Chicago e Cincinnati sono state le prime due città americane a emanare leggi a garanzia di aria più pulita nel 1881. Altre città hanno seguito questo comportamento in tutto il paese fino all’inizio del XX secolo, quando l’Office of Air Pollution, sotto il Department of the Interior, fu attivato.
Eventi estremi per smog sono stati riferiti per le città di Los Angeles e di Donora (Pennsylvania) alla fine del 1940, servendo come un forte richiamo per l’opinione pubblica moderna. L’inquinamento è diventato poi un tema popolare dopo la seconda guerra mondiale, a causa della ricaduta radioattiva dal conflitto atomico in Giappone, e i test precedenti e successivi.
Successivamente a questi fatti, un evento non-nucleare, il Grande Smog del 1952 a Londra, ha ucciso almeno 4000 civili. Ciò ha stimolato alcuni dei primi grandi e moderni modelli di legislazione ambientale, il Clean Air Act del 1956.

talia la sensibilità pubblica sull’argomento ha ugualmente segnato un picco d’interesse nel secondo dopoguerra.
In val Bormida, il 12 maggio 1956 si svolse una grande manifestazione, che risalì tutta la valle per protestare contro l’inquinamento. 52 persone tra cui figure storiche delle lotte dei contadini della valle vennero arrestate. Nella valle operava l’ACNA (Azienda Coloranti Nazionali e Affini), afferente all’industria EniChem, da cui si riversano per decenni ingenti quantità di SO2, benzene e fenoli sterilizzando una vasta area. Nel 1960 il Ministero dell’agricoltura e delle foreste rinnovò all’ACNA di Cengio la concessione a derivare le acque della Bormida per 70 anni. Nel 1969 venne chiuso l’acquedotto di Strevi, a oltre 100 km di distanza da Cengio: le acque del fiume si tingevano di un colore diverso ogni giorno. Nel 1970 il sindaco di Acqui Terme sporse denuncia contro ignoti per avvelenamento di acque destinate al consumo umano. Nel 1988 un incidente indurrà il Ministro dell’Ambiente Giorgio Ruffolo a decretare una prima chiusura dell’impianto, e definitivamente nel 1997.
Per decenni, particolarmente negli anni settanta, le industrie chimiche della zona di Porto Marghera (EniChem Agricoltura, Agrimont, Montefibre, Montedison in genere), riversano cloruro di vinile, idrocarburi clorurati e metalli pesanti nella laguna. Gravi danni all’ambiente e decine di casi di tumore tra gli abitanti. I responsabili dei fatti, processati negli anni 2000 e con sentenza di cassazione a maggio 2007, godono della prescrizione dei reati commessi (vedi il caso del polo petrolchimico di Porto Marghera).
Il 10 maggio 1976, venne promulgata la Legge Merli, che per prima stabiliva limiti e divieti precisi alle emissioni inquinanti. Fabbriche di diversa natura cominciarono quindi a scaricare i propri rifiuti di notte, a nasconderli nei terreni circostanti, a diluirli per abbassare le concentrazioni. L’ACNA rimane uno dei casi verificati.
Il disastro di Seveso è un altro paletto dell’evoluzione nella coscienza ambientale italiana: l’incidente, avvenuto il 10 luglio 1976, a tre mesi di distanza dalla promulgazione della legge Merli, nell’azienda ICMESA di Meda, provocò la fuoriuscita di una nube di diossina del tipo TCDD, una tra le sostanze tossiche più pericolose esistenti. La nube tossica investì una vasta area di terreni nei comuni limitrofi della bassa Brianza, in particolare Seveso, con seimila residenti esposti ai danni.
A Genova Cogoleto, la Stoppani, azienda operante da decenni sul territorio nel settore del cromo, comprensivo del pericoloso esavalente (Cr6+), risulta inadempiente. Dati della Regionali parlano di 92.000 m³ di fanghi tossici stoccati nella discarica di Pian di Masino contenenti elevatissime quantità di metalli pesanti, mentre l’agenzia regionale protezione ambiente (ARPA) ha trovato concentrazioni di cromo esavalente nelle acque di falda 64.000 volte superiore al limite. Vasto numero di abitanti e lavoratori coinvolti e significativo aumento di mortalità per tumori.

Published: Apr 7, 2022
Latest Revision: Apr 7, 2022
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