Era mercoledì, giorno di laboratorio per la classe 2° Alimentazione. Quella mattina io, Edoardo, Christian, Simone, Giovanni, Nicolas e Riccardo eravamo davanti all’Iperal a parlare di calcio e delle verifiche che avremmo dovuto affrontare tra giovedì e venerdì.
Alle 9 in punto iniziammo ad avviarci verso la scuola aspettando che lo chef Pisu ci venisse a chiamare alle 9:15. Ma alle 9:40 ancora nessuna traccia dello chef… Decidemmo così di scendere negli spogliatoi per cambiarci. Fin qui tutto procedeva come al solito ma a un certo punto un urlo fortissimo proveniente dal laboratorio situato al piano di sopra, richiamò la nostra attenzione.

Io, Cristian Prete, Edoardo e Christian Ballabio corremmo al piano superiore per controllare cosa fosse successo. Una volta entrati nel laboratorio vedemmo il corpo dello chef in una pozza di sangue senza vita e la prof Porciani, il cui volto aveva un’espressione spaventata e scioccata. La prof Porciani ci raccontò che stava andando dallo chef Pisu per chiedergli che cosa avrebbe preparato per il servizio e che aprendo la porta lo trovò sdraiato sul pavimento in un bagno di sangue. Le chiedemmo se fosse stata lei ad emettere l’urlo che si era sentito ma la prof ci rispose che non era stata lei e che l’aveva sentito provenire dall’aula dei professori al primo piano.

A quel punto scesi per informare gli altri sull’accaduto. Decidemmo di andare tutti insieme nell’aula dei professori. Arrivati davanti all’aula vedemmo delle impronte di scarpe ed entrammo nella stanza seguendo le impronte che misteriosamente sparirono. Decidemmo così di dividerci in gruppi per investigare meglio sull’omicidio dello chef Pisu e sul misterioso urlo.

Nell’aula dei professori rimanemmo io, il prof Vitiello, che si trovava nell’aula davanti a quella dei professori, che decise di darci una mano, Omar e Giavoni. Guardammo in ogni parte della stanza per vedere se ci fossero degli indizi e notammo che la porticina del condotto dell’aria era stata scassinata e spalancata come se qualcuno ci fosse entrato. Seguimmo il condotto dell’aria fino ad arrivare vicino alle scale per salire nelle aule di informatica e vedemmo il prof Moriani, la prof Buzzi e la prof Rossini senza vita, l’assassino aveva messo i cadaveri sulle sedie e con il braccio che indicava una porta socchiusa dove si intravedeva una luce e delle ombre che si muovevano.

Aprimmo la porta e trovammo la prof Porciani legata su un banco e intorno a lei la preside che aveva una mannaia in mano sporca di sangue che probabilmente aveva utilizzato per uccidere i professori.

La preside con sguardo minaccioso ci osservava e ogni tanto tirava delle occhiatacce alla prof Porciani. Impauriti e non sapendo cosa fare, le chiedemmo spiegazione sul perché avesse ucciso i prof, ma lei davanti a noi uccise la prof Porciani senza darci risposte. Il prof Vitiello spaventato corse verso la porta me la preside gli lanciò la mannaia e lo colpì sulla schiena.
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Io e Omar decidemmo di lanciare un banco addosso alla preside per bloccarla, perché stava venendo verso di noi con due coltelli che aveva tirato fuori dalle tasche, mentre Giavoni stava chiamando la polizia. Il banco colpì la preside a una gamba che si accasciò per terra facendoci sfruttare il momento per immobilizzarla.

Arrivata la polizia la preside confessò i motivi per i quali aveva ucciso tutti i professori: il primo perché la scuola aveva problemi finanziari e voleva far passare gli omicidi come se fossero stati degli incidenti ottenendo così i soldi dell’assicurazione, il secondo perché i professori non facevano mai quello che gli ordinava e la prendevano in giro perché non aveva ottenuto il premio del miglior preside della Lombardia.

Published: May 4, 2022
Latest Revision: May 4, 2022
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