Attualità Retrograda
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Attualità retrograda

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Artwork: Silvia Agate, Davide Palermo, Claudia Genovese, Raul Moruz, Dennys Pellegrino,Davide Sugamiele.

  • Joined May 2022
  • Published Books 1

Attualità retrograda 

Agate Silvia, Palermo Davide, Genovese Claudia, Moruz Raul, Pellegrino Dennys, Sugamiele Davide.

                   Le disuguaglianze di genere influiscono sulla salute delle donne? - psicologinews.it

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Curiosità e riflessione

Sono Chiara, ho 16 anni e sono una ragazza molto curiosa. Amo leggere, informarmi, tenermi aggiornata su ciò che accade nel mondo.

 

Negli ultimi mesi trovo parecchie notizie riguardanti la situazione pandemica o la guerra tra Ucraina e Russia ma oggi ho trovato qualcosa di diverso e non ho potuto non approfondire l’argomento, data l’impetuosa curiosità che ha suscitato in me.

 

Dei giornalisti hanno raccolto lettere e hanno intervistato alcuni ragazzi, italiani e non, invitandoli a riflettere su uno dei temi più importanti di cui è ancora necessario parlare e di cui, forse, si parlerà ancora per molto: la diversità.

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MATTIA, aprile 2022, Roma.

A pranzo ascoltavo le ultime notizie al TG ed una in particolare mi ha colpito:“«Ai vertici solo donne over 40, hanno già superato gravidanze e separazioni»: le parole di Elisabetta Franchi e la polemica”.

 

Durante un evento, la stilista avrebbe detto che preferisce assumere donne in etá superiore ai 40 anni per le posizioni importanti della sua azienda, perché quest’ultime non hanno piú intenzione di fare figli, sposarsi o separarsi dal partner.

Sentendo queste parole non si può non pensare allo squilibrio che purtroppo ancora abbiamo tra gli uomini e la donne nel mondo del lavoro.

 

Ad oggi la situazione é migliorata rispetto ad un secolo fa,  quando alle donne non era concesso neanche il diritto al voto, figuriamoci poter lavorare ed essere retribuite quanto gli uomini. I primi passi verso l’emancipazione sono arrivati nel 1872 con il movimento delle suffragette che, con grande fatica e dopo tante proteste e battaglie, hanno ottenuto, appunto, il diritto al voto per le donne, prima nel 1928, nel Regno Unito e, più tardi, soltanto nel 1945 in Italia.

 

Il problema piú grande, ancora presente, é quello delle disuguaglianze nel mondo del lavoro. Anche se la costituzione italiana garantisce alle donne gli stessi diritti degli uomini e garantisce alle madri e ai figli un’adeguata protezione, la maggior parte delle donne si trova costretta a scegliere tra famiglia e lavoro o, nei casi peggiori, senza lavoro soltanto perchè ha deciso di fare ciò che di più bello ogni essere umano possa fare.

 

A riguardo penso che non esista cosa più brutta di sentir dire determinate cose ed affrontare argomenti così delicati in questo modo da una donna di tale spessore nell’odierno mondo della moda.

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MANUELA, gennaio 2022, Firenze.

Recentemente, navigando sul web, mi è capitato di leggere un articolo molto interessante che mi ha fatta riflettere. Il titolo era: ” la donna descritta dai poeti, è mai stata capita veramente?”.

 

Mi è capitato durante l’anno scolastico di parlare di come la figura femminile veniva vista dai vari poeti neoclassici. Nonostante molti di noi studenti non si ponga questa domanda, io mi sono chiesta come mai è quasi sempre presente la donna nella letteratura e ho provato a trovare una risposta.

 

Tra le principali donne che sono state citate nella letteratura neo-classica e romantica italiana abbiamo: Teresa nelle lettere a Jacopo Ortis (Ugo Foscolo), la figura di Ermenganda nell’’Adelchi’ (Alessandro Manzoni), la figura di Teresa Fattorini (Giacomo leopardi). Nell’ambito del pensiero Romantico, la donna incarna le aspirazioni del poeta, oppure si rivela traditrice e portatrice di sventura per gli uomini (come viene citato da alcuni poeti romantici inglesi), e l’amore, il più puro dei sentimenti, nella tematica Romantica è spesso fonte d’amarezze e tormenti, per l’impossibilità del poeta di vivere assieme all’amata a causa delle convenzioni sociali.

 

Nonostante sia elogiata, apprezzata ed idealizzata, a volte la figura della donna viene percepita come un oggetto, qualcosa da cui prendere soltanto ispirazione per componimenti poetici o artistici ma, dati gli abusi, le aggressioni, i maltrattamenti di cui molto spesso (purtroppo) ad oggi si sente parlare, discutere, mi trovo a pensare che, forse, ciò che i poeti e i pittori descrivevano non era altro che tutta la pura bellezza, ammirazione e “perfezione” che le donne che li affiancavano riuscivano a fargli provare e che custodivano sempre con amore.

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CLARA, marzo 2022, Messina.

A scuola si parla spesso dei Diritti dell’Uomo, di uguaglianza, parità di sessi e quest’anno è venuto quasi spontaneo collegare questi discorsi agli argomenti studiati in filosofia, in particolare alle dottrine filosofiche di John Locke e Jean Jacques Rousseau, come la dottrina dei Diritti dell’Uomo.

Locke formula la sua definizione dello stato di natura come stato di perfetta libertà, nel quale, senza chiedere il permesso né soggiacere alla volontà di nessun altro, è possibile agire a piacimento, rimanendo nei limiti della legge di natura.

Libertà significa comportarsi secondo la propria legge, che per l’uomo è la legge di ragione.Egli fonda in una cornice oggettivistica tutti i diritti naturali innati nell’uomo. Il diritto di proprietà stesso si presenta, per la prima volta, nella sua veste liberale con Locke: «Nessuno ha un potere assoluto su un altro, per rapirgli alcun bene». Esso si pone come il vero fondamento della società civile.

Diversamente si atteggia il problema dei diritti dell’uomo in Rousseau: lo stato di natura resta per lui «uno stato che non esiste più, che forse non è mai esistito, che probabilmente non esisterà mai, e su cui nondimeno è necessario avere idee giuste per giudicare bene il nostro stato presente»; per le condizioni stesse che creano l’entrata nello stato civile: la vita sociale, la divisione del lavoro, la proprietà privata creano rapporti di forza e di potere, ineguaglianze.

 

Il problema che si pone è quello di una redenzione necessaria, che, al di là della società civile, ricrei i diritti naturali che non esistono più ma la cui assenza è moralmente impossibile, per poter «ritrovare» lo stato di natura in forma trasfigurata.

 

Nel momento in cui perde d’importanza sociale la visione di una realizzazione spontanea della giustizia, si produce spontaneamente l’idea che i diritti dell’uomo debbano essere socialmente garantiti e che alla loro realizzazione siano moralmente obbligati i diretti interessati. L’individuazione, la difesa, la promozione dei diritti umani diventano il criterio della moralità pubblica, l’imperativo categorico e riassuntivo che si impone agli individui e agli Stati.

 

Già nel ‘700, periodo in cui vissero i filosofi, si trattava dei temi sopra citati che, nonostante siano passati secoli, restano comunque attuali. Basti pensare ai continui episodi di violenza nei confronti di chi risulta essere apparentemente “diverso”, o per il colore della pelle, o per la religione, o per l’orientamento sessuale o, ancor peggio, per il genere. Ad oggi molto frequenti, questi episodi sono gravi e pesanti violazioni dei diritti che ogni uomo ha, innati o guadagnati con fatica e con parecchie battaglie dopo tempo.

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ALISEA, ottobre 2021, Palermo.

 

Pochi giorni fa, ad una cena di famiglia, si discuteva delle differenze tra uomo e donna, soprattutto nell’ambito scientifico. Certo, è vero che nella storia ci sono state più imprese da parte degli uomini, ma c’è un motivo. Nella storia la donna è sempre stata emarginata dalla scuola e, questa forzata ignoranza ha fatto sì che le donne avessero meno spazio e possibilità di approfondire le conoscenze già assodate. C’è da dire, però, che, da quando è stato concesso anche alle donne di studiare, ci sono state molteplici innovazioni introdotte da queste ultime.Tra esse emerge Shafi Goldwasser o Donna Strickland.La prima, nativa di New York, ha dedicato il suo tempo alle ricerche sulla crittografia, la teoria della complessità e la teoria computazionale dei numeri ed è nota anche per le sue dimostrazioni sulla conoscenza-zero. Grazie al suo operato nel campo della teoria della complessità, la Goldwasser è stata premiata due volte con il Gödel Prize per la scienza teorica computazionale. Mentre Strickland è una professoressa canadese, pioniera nello studio dei laser. Il Nobel infatti le è infatti stato assegnato insieme al collega Gérard Mourou, “per i loro metodi nel generare pulsioni ottiche ultra-corte e ad alta intensità”. Il lavoro che le è valso il riconoscimento è stato realizzato dalla studiosa durante il dottorato alla University of Rochester di New York. Attualmente insegna alla University of Waterloo, in Canada. Goldwasser e Strickland sono solo 2 delle migliaia donne che si sono distinte nonostante le varie difficoltà incontrate, soprattutto per i pregiudizi, le discriminazioni e la diffidenza che ancora è rilevante nell’ambito della fisica e della matematica.

 

 

7

FLAVIO, novembre 2022, Napoli.

 

La sera, mentre ceno, sono solito guardare il telegiornale e commentare successivamente insieme alla mia famiglia. Da  circa due anni al telegiornale vengono riportate maggiormente notizie risalenti alla situazione epidemica o, ultimamente, risalenti alla guerra in Ucraina. La scorsa sera, invece, è stata mandata in onda un’intervista fatta al rettore dell’università
statunitense di Harvard, il quale sosteneva che esistono differenze innate nella struttura del cervello maschile e di  quello femminile e che ciò sia, in parte, il motivo per cui nella scienza le donne sono in minoranza rispetto agli uomini.Diversi scienziati ritengono che esistano evidenti disparità anatomiche tra il cervello femminile e quello maschile, nei lobi e in molte regioni cognitive, come l’ippocampo, l’amigdala e la corteccia. Ma alla fine, è davvero così diverso il cervello di uomini e donne?

 

In realtà, uno studio dell’Università di Tel-Aviv, del Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences a Lipsia e del Dipartimento di Psicologia a Zurigo, basato su analisi di
risonanza magnetica condotte su oltre 1.400 cervelli umani ha rivelato che i cervelli con caratteristiche costantemente maschili o femminili sono rari. Piuttosto, la maggior parte dei
cervelli è formata da un “mosaico” di caratteristiche uniche, alcune più comuni nelle femmine, altre più comuni nei maschi, ma sempre condivise.
La differenza principale tra uomo e donna potrebbe essere il peso corporeo. La donna adulta in media ha una statura di 7,5-12 cm più bassa, un peso corporeo di 11-13 KG più leggero e 12-18 KG in meno di massa magra.La massa muscolare, oltre che per quantità, è diversa anche per distribuzione: nelle donne essa è maggiormente sviluppata nella parte inferiore del corpo ed in particolare nelle gambe. E’ facilmente visibile come la donna non abbia nelle braccia e nel dorso importanti masse muscolari. Questo fa comprendere
come le attività di forza che coinvolgono gli arti superiori, svantaggino le donne in maniera significativa.
Ma queste differenze sono davvero così rilevanti da affermare che la donna è inferiore rispetto all’uomo?

 

Tali differenze possono, infatti, migliorare la condizione femminile in quanto una minore massa muscolare significa minori resistenze vascolari periferiche, migliore attivazione
neuromuscolare, maggiore ossidazione degli acidi grassi. Il basso livello di testosterone impedisce alla donna di incrementare con l’allenamento la massa muscolare (ipertrofia) allo stesso livello dell’uomo ma non impedisce di esaltarne le capacità di resistenza alla fatica.
Perché alla fine uguaglianza è il diritto di ognuno di essere diverso psicologicamente ma anche, come appena detto, fisicamente.

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OLIVER, may 2022, London.

I just finished reading the book “I am Malala”. It is about the story of Malala, a girl who defied the world of men and freed herself from the chains of oppression, paying dearly for her right to freedom. She is a girl who only wants to learn to read, to appropriate an education that belongs to her and that men, as a woman, deny her. Malala is punished by the Taliban for this desire and the struggle she is waging, who want her dead for spreading her rebellious ideas. An armed man fired three gunshots at Malala, hitting her in the face. It was October 9, 2012. Malala does not die, but returns to life more determined than ever and ready to start a new adventure. She is the youngest candidate in the history of the Nobel Peace Prize, continuing her fight for all women who do not have the right to education and culture, against oppressive men who enact laws against women.

 

It is not the first, the will to achieve gender equality, equality, has always been there. Great examples are: Jane Austen, Mary Wollestonecraft, Mary Shelley, Marie Curie, Rita Levi Montalcini and a long list of women to whom we owe what, to date, we have and often take for granted.

 

Jane Austen taught us to be women in a society of men, exactly the one she grew up in. In 1908, more than 10,000 women marched peacefully through the streets of London to make their rights prevail. Jane Austen’s name for suffragettes was a symbol of freedom. The author of Reason and Feeling was the ideal feminist, she had been a masked rebel within a male-dominated society, never giving up on her being a woman. Her silent battle against women’s rights is evident from the fact that it was unthinkable for a woman of the time not to marry. And yet Jane, just like the Lizzie of Pride and Prejudice chose not to marry just for financial gain. She chose to remain unmarried and dedicate her life to writing. Two centuries have passed since the birth of Jane Austen and yet her story still makes her the most read and loved feminist writer ever.

 

Mary Wollestonecraft is considered a pioneer essayist of feminism, author of the essential The Vindication of Women’s Rights. The essay is dated 1792 and goes against every thought of its time. In it, Wollestonecraft argues that men and women should receive equal education and rights, as women are fundamental to the growth of the nation in which they live. Mary Shelley, in this battle, was strongly influenced by her mother.She married Percy Shelley and, shortly after, published her masterpiece Frankenstein. Despite the enormous fame of her masterpiece, Mary had to fight hard to gain recognition for her works. Most publishers did not believe at all that she wrote the novel and obviously attributed it to her husband, who was actually just the text editor. Mary bowed to the will of time and published Frankenstein anonymously. Only with the second edition could he see his name printed on the cover.

 

These are women who will never die and who have done what many others are afraid to do.

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Leggere pensieri di adolescenti, ragazzi della mia stessa età, che sono consapevoli e fanno qualcosa di concreto per l’umanità, non può che suscitare in me fierezza, felicità e sempre più voglia di fare del mio per risolvere problemi che appartengono a tutti.

 

La voglia di ridurre le differenze sociali è molta, lo si può dedurre da ogni singola lettera appena letta. Per farlo, è necessaria la collaborazione di tutti, pazienza e tempo (ingredienti fondamentali per la riuscita di ogni buona azione).Il futuro non dipende da nessun altro se non da noi.

 

Siamo tutti uguali, indipendentemente dal sesso, abbiamo tutti gli stessi diritti e questa è la più grande battaglia che l’intera umanità si deve impegnare a vincere, per tutte le donne che ci hanno provato, per quelle che ci stanno provando, per quelle che ci proveranno ma, soprattutto, per dimostrare a noi stessi che siamo in grado di riconoscere i nostri errori e non commetterli più, quindi che siamo in grado di migliorarci sempre.

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autori

Abbiamo deciso di realizzare questa sorta di brevissimo “libro” perché c’è sembrata la soluzione migliore e innovativa per provare a parlare, in maniera quanto più efficiente ed esaustiva, dell’argomento di educazione civica trasversale per tutte le materie.

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