by linda cocchi
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I primi studi sul bullismo furono svolti solo a partire dalla seconda metà del xx secolo si svolsero nei paesi scandinavi, a partire dagli anni sessanta, e, poco dopo, anche nei paesi anglosassoni, in particolare in Gran Bretagna e Australia: uno degli studi pionieristici si deve alle indagini di Dan Olweus a seguito di una forte reazione dell’opinione pubblica norvegese dopo il suicidio di due studenti non più in grado di tollerare le ripetute offese inflitte da alcuni loro compagni.
Letteralmente il termine “bullo” significherebbe “prepotente”, tuttavia la prepotenza, come alcuni autori hanno avuto modo di rilevare, è solo una componente del bullismo, che è da intendersi come un fenomeno multidimensionale. In Inghilterra non esiste una definizione univoca, mentre in Italia con il termine bullismo si indica generalmente «il fenomeno delle prepotenze perpetrate da bambini e ragazzi nei confronti dei loro coetanei soprattutto in ambito scolastico».
Il bullismo è una forma di comportamento di tipo violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, oppressi e vessatorio, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate dal soggetto bersagli facili e/o incapaci di difendersi.
Essi è un fenomeno molto diffuso tra gli adolescenti e si diffonde sempre di più sopratutto nelle scuole, luogo dove invece i ragazzi dovrebbero sentirsi al sicuro. Come si può osservare da una ricerca sul bullismo, sono sempre di più le notizie sui giornali e nei telegiornali che trattano di bullismo. Questi fatti gravissimi, a lungo andare, hanno portato le giovani vittime a lasciare la scuola o a vivere in un clima di terrore.
A partire dagli anni 2000, con l’avvento di Internet si è andato delineando un altro fenomeno legato al bullismo, anche in questo caso diffuso soprattutto fra i giovani,il cyber-bullismo.
Il bullismo come fenomeno sociale e devianteè oggetto di studio tra gli esperti delle scienze sociali, della psicologia giuridica, clinica, dell’età evolutiva e di altre discipline affini. Non esiste una definizione univoca del bullismo per gli studiosi, sebbene ne siano state proposte diverse. È possibile tuttavia individuare le caratteristiche generali del fenomeno in questione:
| « Il termine bullismo non indica qualsiasi comportamento aggressivo o comunque gravemente scorretto nei confronti di uno o più […], ma precisamente […] “un insieme di comportamenti verbali, fisici e psicologici reiterati nel tempo, posti in essere da un individuo, o da un gruppo di individui, nei confronti di individui più deboli”. […] La debolezza della vittima o delle vittime può dipendere da caratteristiche personali […] o socioculturali […]. |
La vittima designata, comunque, deve necessariamente dimostrare in qualche modo di non essere intenzionata a continuare a subire alcuna intimidazione né altri sintomi che possano favorirne l’insorgenza. Quei soggetti, infatti, che riescono subito a scoraggiare chiunque ad effettuare nuovi tentativi di approccio deviante, sono coloro che più di tutti riescono a sfuggire dal distruttivo ciclo abusivo. D’altro canto coloro che reagiscono rapidamente a situazioni nelle quali si percepiscono delle vittime, tendono a diventare più frequentemente delle potenziali vittime del bullismo.
Il bullismo, a differenza del vandalismo e del teppismo, si presenta come una forma di violenza antitetica a quelle rivolte contro le istituzioni e i loro simboli (docenti o strutture scolastiche): queste ultime sarebbero esogene, dove il bullismo è, invece, endogeno, inoltre è da sottolineare come quasi sempre, in particolare nei casi di ostracismo, l’intera classe di attendenti tende ad essere coinvolta nel bullismo, attivo o passivo, rivolto verso le vittime del gruppo, tramite meccanismi di consenso, più o meno consapevole, non solo nel timore di diventare nuove vittime dei bulli, o per mettersi in evidenza nei loro confronti, ma perché questi spesso riescono ad esprimere la cultura identitaria del gruppo, sia pur in negativo, attraverso la designazione della vittima quale capro espiatorio.
Classe 1°D SE
Istituto Aldini Valeriani Sirani
Bologna, 27 Maggio 2016
Published: May 27, 2016
Latest Revision: May 27, 2016
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