by Davide
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Causa della Riforma protestante
Per trovare le cause della riforma protestante bisogna guardare nella crisi che da parecchio tempo incombeva sulla chiesa cattolica. questa crisi era provocata da una serie di problemi politici, economici e sociali, che si fecero “sentire” parecchio in Germania. nel XV secolo la crisi venne peggiorata da rivolte contadine e da numerose guerre.
La crisi portò alla “corrosione” della chiesa cattolica tanto che nel 1512, nel 5 ° concilio lateranese creato da Papa Giulio II, il capo degli agostiniani, l’Egidio da Viterbo, il parlò della drammatica urgenza di una Riforma nella chiesa.
Altri motivi che portarono alla riforma furono la vendita delle cariche ecclesiastiche e la possibilità da parte dei fedeli di comprare le indulgenze
Martin Lutero e la Riforma protestante
a Eisleben, una città in Sassonia, in Germania, Martin Lutero
(un monaco agostiniano che aveva deciso di prendere i voti
dopo aver attribuito un miracolo al fatto che un fulmine caduto poco distante da lui non lo aveva ucciso).
La parte critica della chiesa alla chiesa.
Martin Lutero pensò che tutti avessero accesso agli “insegnamenti” della bibbia e quindi si mise una tradurla in tedesco.
Il punto centrale di tutta la dottrina Luterana è: La giustizia divina non deve essere intesa come punizione ma come dono della grazia offerto al peccatore, quale deve essere in grado di riconoscimento la propria indegnità e affidabilità alla misericordia di Cristo.

Le 95 tesi
In cambio dell’ingente somma, necessaria a finanziare la Basilica di San Pietro il pontefice gli concesse di vendere indulgenze. In pratica, è concesso il privilegio di poter vendere indulgenze nei suoi territori per un periodo di sei anni .
Lutero, in risposta alle indulgenze, mandò ad Hohenzollern un documento scritto di suo pugno. Le 95 tesi attraverso cui
denunciava il traffico di indulgenze.
Papa Leone X fece osare a Martin Lutero una bolla papale, Exsurge Domine, con la quale ammoniva un “distruggere” entro sessanta giorni le sue tesi, altrimenti lo faceva scomunicato. Lutero bruciò pubblicamente la bolla papale.
Dalla 1 ° alla 10 ° tesi
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Il Signore e maestro Gesù Cristo, dicendo: “Fate penitenza”, volle che tutta la vita dei fedeli fosse un sacro pentimento.
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Questa parola non può intendersi nel senso della penitenza sacramentale (cioè confessione e soddisfazione, che si celebra per il ministero dei sacerdoti).
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Non intende però solo la penitenza interiore, anzi quella interiore è nulla se non produca esteriormente varie mortificazioni della carne.
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Rimane cioè l’espiazione sin che rimane l’odio di sé (che è la vera penitenza interiore), cioè il Regno dei cieli.
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Il papa non vuole né può rimettere nessuna pena, fuorché quelle che ha imposte per volontà propria o dei canoni.
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Il papa non può rimettere alcuna colpa, se non dichiarando e approvando che è stata rimessa da Dio o rimettendo nei casi a lui riservati, fuori da quale la colpa rimarrebbe certamente.
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Sicuramente Dio non rimette la colpa a nessuno senza sottometterlo contemporaneamente al sacerdote suo vicario, completamente umiliato.
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I canoni penitenziari sono imposti da solo ai vivi, e nulla si deve imporre in base ai loro moribondi.
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Lo spirito santo dunque, nel papa, ci benefica eccettuando sempre nei suoi decreti, nei casi di morte e di necessità.
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Agiscono male e ignoranza quei sacerdoti, quali riservano penitenze canoniche per il purgatorio ai moribondi.
Dalla 11 ° alla 20 ° tesi
- 11. Tali zizzarie del mutare in una pena canonica in una pena del purgatorio sono certificati seminati mentre i vescovi dormivano.
- Una volta le pene canoniche erano imposte non dopo, ma prima dell’assunzione, come prova della vera contrizione.
- I morituri soddisfano ogni cosa con la morte, e sono già morti alla legge dei canoni, essendone sollevati per diritto.
- L’integrità della carità perfetta del morente, porta necessariamente con sé un gran timore, tanto maggiore quanto essa è minore.
- Questo timore e l’orrore bastano da soli, per tacere d’altro, una pena la pena del purgatorio, poiché è prossimo all’orrore della disperazione.
- L’inferno, il purgatorio e il paradiso sembrano distinguersi tra loro come la disperazione, la quasi disperazione e la sicurezza.
- Sembra necessario che nelle anime del purgatorio di tanto diminuisca l’orrore di quanto aumenti la carità.
- Né appare approvato sulla base della ragione e dello scrittore, che queste anime sono fuori dalla capacità di meritare o l’accrescimento della carità.
- Né appare provato che esse sono certe e sicure della loro beatitudine, almeno tutte, anche noi ne siamo certissimi.
- Dunque il papa con la remissione plenaria di tutte le pene non intende semplicemente di tutte, ma solo di quelle imposte da lui.
Dalla 21° alla 30°
- Sbagliano pertanto quei predicatori d’indulgenze, i quali dicono che per le indulgenze papali l’uomo è sciolto e salvato da ogni pena.
- Il papa, anzi, non rimette alle anime in purgatorio nessuna pena che avrebbero dovuto subire in questa vita secondo i canoni.
- Se mai può essere concessa ad alcuno la completa remissione di tutte le pene, è certo che essa può esser data solo ai perfettissimi, cioè a pochissimi.
- È perciò inevitabile che la maggior parte del popolo sia ingannata da tale indiscriminata e pomposa promessa di liberazione dalla pena.
- La stessa potestà che il papa ha in genere sul purgatorio, l’ha ogni vescovo e curato in particolare nella propria diocesi o parrocchia .
- Il papa fa benissimo quando concede alle anime la remissione non per il potere delle chiavi (che non ha) ma a modo di suffragio
- Predicano da uomini, coloro che dicono che, subito, come il soldino ha tintinnato nella cassa l’anima se ne vola via.
- Certo è che al tintinnio della moneta nella cesta possono aumentare la petulanza e l’avarizia: invece il suffragio della chiesa è in potere di Dio solo.
- Chi sa se tutte le anime del purgatorio desiderano essere liberate, a giudicare da un aneddoto che si narra riguardo ai santi Severino e Pasquale?
- Nessuno è certo della sincerità della propria contrizione, tanto meno del conseguimento della remissione plenaria.
Dalla 31 ° alla 40 °
- Tanto è raro il vero penitente, altrettanto è raro chi acquista veramente le indulgenze, cioè rarissimo.
- Saranno dannati in eterno con i loro maestri coloro che credono di essere sicuri della loro salvezza sulla base delle lettere di indulgenza.
- Specialmente sono da evitare coloro che dicono che tali perdoni del papa sono quel dono inestimabile di Dio attraverso il quale l’uomo è riconciliato con Dio.
- Infatti tali grazie ottenute tramite l’indulgenza degli ospiti da solo il pene della soddisfazione sacramentale stabiliti dall’uomo.
- Non predicano cristianamente quelli che insegnano che non è necessario la contrizione per chi riscatta l’anime o acquista lettere di indulgenza.
- Qualsiasi cristiano veramente pentito ottenuto dalla remissione plenaria della pena e della colpa che è necessario anche senza lettere di indulgenza.
- Qualunque vero cristiano, sia vivo che morto, ha la parte datagli da Dio a tutti i beni di Cristo e della Chiesa, anche senza lettere di indulgenza.
- Tuttavia la remissione e la partecipazione del papa non deve essere disprezzata in nessun modo perché, come ho detto, è la dichiarazione della remissione divina.
- È straordinariamente difficile anche per i teologi più saggi esaltare davanti al popolo ad un tempo la prodigalità delle indulgenze e la verità della contrizione.
- La vera contrizione cerca ed ama il pene, la larghezza delle indulgenze produce rilassamento e fa odiare il pene o almeno ne dà occasione.

l’offerta di Carlo V
Dopo che Lutero ebbe bruciato la bolla papale non potè fare niente per evitare la scomunica.
Carlo V, nel nuovo imperatore del Sacro Romano Impero, gli è dato la possibilità di giustificare le proprie azioni di Martin Lutero: Così: «Se non sarò Convinto
Mediante le testimonianze della Scrittura e Chiare Motivazioni razionali – Poichè non
credo né al Papa né ai Concili da soli, evidentemente spesso errato – io
sono vinto dalla mia coscienza e prigioniero della parola di Dio e motivo dei passi della
Sacra Scrittura che ho addotto. Perciò non posso né voglio ritrattarmi, poiché non è sicuro
né salutare agire contro la propria coscienza. Dio mi aiuti. Amen”.
dopo questa risposta Carlo V lo bandì definitivamente dal suo impero, perciò, all’interno dei suoi confini chiunque voleva voluto ucciderlo
La Riforma Protestante e la sua diffusione in
Europa
La riforma luterana cominciò a diffondersi nei Paesi
europei, e il primo che ne fu colpito fu la Svizzera.
Nei pressi di Zurigo, il teologo Huldrych Zwingli, tutto l’anno degli anni Venti del Cinquecento cominciò un commento pubblicamente il Vangelo attaccando la chiesa avida di
denaro, tutto bene come un necessario rinnovamento
religioso della vita cristiana.
Zwingli predicava l’abolizione del culto dei santi, puntando a stabilire una dottrina religiosa più elevata. con l’aiuto delle autorità locali, cominciò a creare un piano di riforme religiose, in chiave antipapale. nel 1528 al 1531 la Svizzera si divide: alcuni centri seguirono la Riforma protestante, mentre altri cantoni si unirono in un’alleanza cattolica.

Il calvinismo
un teologo francese di nome Giovanni Calvino (Jehan Cauvin) abitava in Svizzera. mise a sistemare le tesi luterane e sottolinea il tema della predestinazione. La sua dottrina, chiamata calvinista, riservava alla religione il compito di guidare la politica. La società ginevrina (a Ginevra, dove lavorò per la “sistemazione” delle tesi) richiedeva per anni il rifugio ideale per un gran numero di proteste che sfuggivano alle persecuzioni cattoliche dei loro Paesi.
Il calvinismo divenne negli anni una vera istituzione religiosa, benché il “loro” Dio fosse più vicino a quello del Vecchio e non del Nuovo testamento. il paradiso si può raggiungere partecipando ai sacramenti e conducendo una
vita corretta.
La Chiesa Anglicana
Enrico VIII nel 1528 chiese il divorzio a papa Clemente VII dalla moglie Caterina d’Aragona che non è morto l’erede maschio. Clemente VII selezionata da no ed Enrico VIII convocò
il Parlamento, ottenne da esso l’annullamento del matrimonio e da tutti i vincoli di dipendenza da Roma, e sposò Anna Bolena. nel 1534 si autoproclamò capo della Chiesa d’Inghilterra attraverso quello che venne chiamato l’Atto di Supremazia. Così facendo, il re non modificava esclusivamente la gerarchia ecclesiastica, bensì diveniva di conseguenza il Governatore Supremo della Chiesa Anglicana.

La Controriforma
carlo VI aveva deciso di allargare il territorio andando alla conquista della penisola italiana dove portò una truppa di mercenari, che si facevano chiamare chiamato lanzichenecchi. Entrò nella città del papa senza trovare alcuna resistenza. Giunti a Roma la saccheggiarono mentre il pontefice si trova in un rifugio a Castel Sant’Angelo dove vi rimase diversi mesi.
I motivi che indussero i mercenari germanici e abbandonarono un saccheggio risiedevano nell’odio che la maggior parte di essi, luterani, nutrivano per la Chiesa. Per ogni più giorni pagati ogni cinque giorni.
Senza paga, senza comandante e senza ordini, la soldataglia si abbandonò al saccheggio. L’episodio fu poi usato come propaganda imperiale facendolo notare come giudizio di Dio sulla Chiesa corrotta.
Di fronte alla tragedia che ha patito e agli innumerevoli cambiamenti in corso, il mondo cattolico è stato investito da una moto di rinnovamento interno. Questa organizzazione ha preso il nome di controriforma, proprio perché nata come risposta alla Riforma protestante di Martin Lutero.
Il Concilio Di Trento
Il concilio di trento è la risposta da parte della chiesa cattolica a quella protestante. venne creato e convocato nel 1542 da papa Paolo III nella città di Trento per poi essere trasferito nel 1548 a bologna per colpa di una epidemia di Peste. il concilio divenne una possibilità per rinnovare la chiesa cattolica.
le decisioni dottrinarie che vennero prese erano che venne ribadito il valore dei 7 sacramenti.
Quelle amministrative furono che viene ribadito l’obbligo del celibato ecclesiastico e venne imposto il latino come lingua ufficiale.
vennero anche aggiunti l’istruzione del catechismo e del santo uffizio , l’ordine dei cappuccini , dei barnabiti e delle orsoline e venne inderito l’indice dei libri proibiti.
Published: May 28, 2020
Latest Revision: May 28, 2020
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