RIFORMA PROTESTANTE

by iana

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RIFORMA PROTESTANTE

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  • Joined May 2020
  • Published Books 2
La riforma protestante o scisma protestante, nelle sue correnti principali della Riforma luterana e della Riforma calvinista, è il movimento religioso di separazione (Scisma) dalla Chiesa Cattolica avvenuto nel XVI secolo, con risvolti politici di tipo rivoluzionario, che ha portato alla nascita del cosiddetto “cristianesimo evangelico”. Figura centrale alla quale si attribuisce la nascita del movimento protestante è l’ex-frate agostiniano Martin Lutero, insieme ad altre figure di spicco quali Giovanni Calvino, Huldrych Zwingli, Thomas Müntzer e Filippo Melantone.
Il luteranesimo prevede un diverso approccio delle Sacre Scritture rispetto alla Chiesa cattolica, nel senso che le dottrine della Chiesa si basano solamente su quanto scritto nella Bibbia.
Nel periodo medievale, la morte era continuamente in agguato e per l’uomo del tempo la preoccupazione principale era come salvare la propria anima. Anche Lutero ebbe tale preoccupazione e la superò elaborando sulla sua esperienza la teoria della giustificazione per fede, ossia in pratica l’uomo può salvare la sua anima avendo fede in Gesù Cristo e negando valore salvifico alle opere buone.
Altro punto della Riforma protestante era la lettura diretta delle Sacre Scritture. Lutero notava che al suo tempo i preti non erano preparati dal punto di vista teologico e molti di essi si limitavano a recitare, non senza imperfezioni, frasi in latino. Al popolo era preclusa qualsiasi interpretazione delle Sacre Scritture, essendo queste lette in latino dal sacerdote e da quest’ultimo spiegate al popolo. Lutero provvide a tradurre la Bibbia dall’ebraico e dal greco al tedesco. Sebbene non fosse il primo (esistevano numerose traduzioni cattoliche in tedesco prima di Lutero), la sua versione della Bibbia fu la più importante in lingua tedesca.
In merito all’eucaristia – che Lutero chiamava heilige Abendmahl (traducibile come “Santa Cena [del Signore]”) nel Liber Concordiae – egli negava la transustanziazione come trasformazione di pane e vino in corpo e sangue di Cristo continuando però ad affermare la presenza reale di Gesù Cristo, ma insieme al pane e al vino, secondo la teoria da lui definita Sacramentliche Einigkeit (unione Sacramentale) e nota, soprattutto tra non luterani, come consustanziazione. In merito al Servizio divino, la cui liturgia era celebrata nella lingua del popolo ma parzialmente anche in latino, non vi è uniformità di vedute da parte degli altri protestanti.
La Riforma negò che ci potessero essere altri intermediari tra l’uomo e Dio al di fuori di Gesù Cristo. Ne consegue il rifiuto dell’invocazione dei Santi, di Maria, e del ruolo intercessore della Chiesa.
La riforma spiega come il cristianesimo non possa avere come capo una persona, avendo come unico capo Gesù Cristo.
L’organizzazione delle Chiese luterane era basata su tre modalità: quella episcopale, quella presbiterio-sinodale, e quella in cui il principe rivestiva il ruolo di episcopo nel suo territorio.
Le dottrine della Chiesa devono essere verificate dalle Sacre Scritture: non sono più necessari intermediari per la salvezza, viene quindi ridimensionata la gerarchia ecclesiastica. Restano come sacramenti il battesimo e l’eucaristia, nella quale si riafferma la presenza reale ma si nega (o si riduce a opinione privata) la transustanziazione; viene mantenuta parzialmente anche la confessione. Gli altri sacramenti tradizionali, come il matrimonio o l’ordine sacro non sono aboliti ma considerati riti ecclesiastici.
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