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Mar 2017
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Favolando

by Prima A (Tedesco- Frazzitta)

Artwork: classe prima A Scuola Secondaria di Primo Grado

INTRODUZIONE

Nel corso dell’anno scolastico la nostra classe ha realizzato un laboratorio di scrittura creativa.
Dopo aver letto le favole della tradizione classica e riflettuto sulla loro natura, che è quella di trasmettere idee e lezioni di vita culturalmente rilevanti in modo facile e divertente, ci siamo messi all’opera cercando tra i proverbi conosciuti: i più noti erano caratteristici della cultura popolare.
Così abbiamo scelto di utilizzare il nostro dialetto per il desiderio di fare conoscere ai siciliani per primi, quella parte di tradizione che rischia di essere dimenticata.
In effetti, il nostro vernacolo risulta molto florido: ha una grammatica propria, una letteratura e contiene residui delle lingue delle popolazioni che hanno dominato la nostra isola.
Il nostro lavoro di ricerca dei proverbi e modi di dire ha coinvolto le persone più mature delle nostre famiglie e abbiamo scoperto che i discorsi dei siciliani erano in rigoroso dialetto, animati da gesti. Si esprimevano con poche parole ma con l’uso di moltissimi proverbi che calzavano sempre a pennello.
La cultura dei nostri avi è quindi un bene prezioso che consente di trovare le nostre radici.
Visto che i personaggi erano il veicolo primario della morale di tutta la storia, abbiamo scelto gli animali più idonei ricreando punto per punto le caratteristiche proprie del racconto favolistico.
Ognuno ha potuto sviluppare la propria capacità d’invenzione nonché di sapersi mettere in gioco, di ascoltare e di confrontarsi con gli altri.
Si è dato poi vita a un E-book con la collaborazione della professoressa Katia Frazzitta e sotto la giuda della professoressa Rosa Tedesco.

Gran parte dei nostri protagonisti sono scaturiti dalla sorprendente bellezza della nostra fauna endemica siciliana.
La classe, infatti, ha optato anche per la condivisione di fotografie tratte da Fauna Siciliana e a cura dei professori Luigi Barraco, Biagio Barbera e Caterina Marceca che, attraverso la divulgazione degli scatti, educano e sensibilizzano a una coscienza ecologica e alla responsabilità verso l’ambiente.

Conclude la raccolta una poesia in lingua francese, ispirata alla favola di Jean De La Fontaine, La Cigale et la Fourmi, riscritta dagli alunni supportati dalla professoressa Brigida Urso.

 

Con l’auspicio di catturare la vostra attenzione, vi auguriamo buona lettura!

La Classe I A della Scuola Secondaria di Primo Grado.

1
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UN GIORNO FELICE PER I TOPI

Due topi vivevano in una casa nascosti in un buco. Ma in quella casa abitava anche un gattone molto grasso e cattivo che amava mangiare i topi.

Egli spesso diceva:

– Cari topini, oh cari topini, venite da me, veniteee!-

Ma i topi rispondevano:

– Noi da te non veniamo perché prudenti siamo! Noi balliamo e cantiamo ma dentro la tana restiamo!-

Infatti ai topi piaceva ballare e cantare, ed erano anche molto bravi.

Un giorno felice per i topi, il gatto dovette andare dal veterinario per l’ennesima indigestione di lische di pesce.

Allora questi uscirono dal nascondiglio e iniziarono a ballare, cantare e a mangiare ogni prelibatezza che trovavano.

Uno di loro esclamò contento:

Quannu u attu un c’è i succi abballanu!-

di E M

3
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UN’AMICIZIA INTERESSATA

Un giorno una volpe vide una gallina e già dall’inizio pensò tra sé e sé:“Che bel bocconcino prelibato!”

Cominciò ad avvicinarsi dicendole:

-Oh,che belle piume!

Ma la gallina ancora non si fidava. Così la volpe le offrì dei chicchi di grano:

-Ecco,questo è per te!

La gallina rispose:

-Grazie…

Ogni giorno la gallina usciva con la volpe, che le offriva del grano. Il gallo innamorato le disse:

-Non ti fidare della volpe…

Ma la gallina gli rispose:

-Lei è gentile con me!

-Aspetta e vedrai!-disse il gallo.

Il pomeriggio dopo l’amica la fece mangiare tantissimo e la gallina ingorda cadde a terra abbuffata.

La volpe pensò:“Questo è il momento giusto!”

Ma appena stava per aprire la bocca, il gallo le si avventò sopra, beccandole gli occhi. La gallina espresse la sua gratitudine:

-Grazie, per fortuna c’eri tu!

Il gallo saggio disse:

Ama a cu t’ama, a cu unt’ama, lassalu!

di M L S

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I  DUE CANI ED IL LEONE

Due cani di nome Bill e Steve erano rivali. Un giorno andarono allo zoo davanti alla gabbia del leone e Bill si accorse che avevano lasciato le chiavi della gabbia appese.

Bill allora prese le chiavi e disse:-Steve, entriamo nella gabbia e abbaiamo al leone, vediamo chi di noi due riuscirà a spaventarlo.

Steve rispose:-No, Bill!

E Bill :-Sei un fifone, Steve!

Steve: -Volevo dire che è pericoloso…!!!

Bill non ci credette ed entrò nella gabbia, mentre il leone stava dormendo.

Bill abbaiò al leone che si svegliò e si infuriò.

Bill non smetteva di abbaiare inutilmente ed il leone infastidito se lo mangiò.

Allora Steve pensò: “E’ proprio vero: u cane chi abbaia nun muzzica!!!”

di G.M.

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L’ELEFANTE E IL CAMMELLO

Un cammello non perdeva l’occasione di prendere in giro un elefante. Approfittava di ogni momento per deriderlo: una volta per le sue orecchie, un’altra per la sua mole, un’altra ancora per la sua proboscide…

Naturalmente l’elefante ci rimaneva molto male e ne soffriva, sentendosi preso di mira.

Un giorno però l’elefante prese coraggio e disse al cammello:

– U immurutu pa so via u so immu un su talìa – .

Il cammello, che lì per lì non aveva capito quello che aveva  voluto dirgli l’elefante, cominciò a pensare che forse anche lui poteva avere dei difetti.

Infatti da lì a poco gli capitò di vedersi riflesso in uno specchio d’acqua e così si accorse che aveva una grande gobba sul dorso.

Si vergognò a tal punto che decise di non prendere più in giro nè l’elefante nè nessun altro.

di S.D.

9
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UN GATTO CATTIVONE

Un gattino incontrando un suo carissimo amico:

-Ciao amico mio, come stai?

L’amico risponde:

-Ciao, tutto bene… ho appena mangiato una bella ciotola piena di croccantini e sono sazio, ma ho visto passare un topolino un pò deboluccio e malato, che ne dici di catturarlo e divertirci un pò con lui?

Il gattino, riflettendo sull’idea del suo amico, allora risponde:

-Non voglio uccidere quel topolino solo per gioco, sei proprio un cattivone!

Così il suo amico decide di andarlo a catturare da solo:

-Bene allora gli farò io la festa!

Il povero gattino sentendo quelle parole, replica:

-Tu non ucciderai nessuno! Non ti credevo così crudele…

E  mentre porta in salvo il topolino, grida all’altro gatto: “Megghiu sulu ca malu accumpagnatu!”

Termina così la loro lunga amicizia.

di M.M.A.

11
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LA CENA “ILLUMINANTE”

Un giorno una pecora fu invitata a cena dalla sua amica lupa.

La lupa cucinò molte cose prelibate per l’occasione e disse alla pecora:

-Spero che questo cibo ti piaccia.

Una volta a tavola la lupa ed il lupo cominciarono a mangiare con le zampe, a fare rumori e schizzi dappertutto.

La pecora osservò :

– Ma… mi sono accorta che non ci sono le posate, come mai?

La lupa ribattè:

-Posate? Cosa sono? Noi mangiamo con le zampe!!!

A queste parole la pecora si stranì e terrorizzata rifletté tra sé e sé:

Non voglio essere più invitata da loro: nuddu si pigghia si nun s’assumigghia!!!

M. A.

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IL GATTO DISPOTICO

Un gatto capriccioso caduto in un tombino, era da giorni che non mangiava e aveva moltissima fame.

In quel preciso istante vide nell’oscurità un topolino disse:

-Sarai il mio pranzo!

Il topolino supplicò il gatto di non mangiarlo.

Il cattivone allora ribatté:

-Ti risparmierò solo se mi servirai per tutta la vita.

Il topolino tristemente dovette accettare…

Il gatto gli fece fare tutti i lavori possibili e immaginabili: per giorni e giorni il povero topolino lo servì finché, sfinito e stanco delle troppe faccende, gridò al gatto:

“ Megghio moriri chi malu campari!”

E.A.

 

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LA FARFALLA BALLERINA

Una farfalla che amava molto ballare ogni giorno mostrava i suoi nuovi passi di danza alle altre farfalle che continuavano a dirle:

– Oh,ma come sei brava! Vorremmo riuscire a ballare come te!

La farfalla, stanca di avere sempre lo stesso pubblico, confidò alle sue ammiratrici:

-Voglio andare via e far vedere i miei passi di ballo a tanti altri insetti dei prati del mondo!

L’anziano millepiedi, che era anche molto saggio, intervenne e le disse:

– Però devi stare molto attenta, non si sa mai cosa potrebbe succedere andando via, il mondo è grande e pieno di pericoli…

La giovane farfalla ascoltò il suo consiglio e promise di essere molto prudente.

Il giorno seguente la farfallina partì e andò da sua sorella che viveva in un prato lì vicino. Mostrò anche a lei la sua abilità nel ballo e sua sorella le propose:

-Visto che sei bravissima a ballare e, come me, ami volteggiare di fiore in fiore, potremmo mostrare le nostre doti speciali in giro.

La farfalla accettò volentieri e le due iniziarono i loro spettacoli.

Durante le loro tournée in giro per i prati conobbero tanti altri insetti e diventarono famose.

Quando la notizia arrivò al saggio millepiedi, questo commentò:

-E’ proprio vero, cu nesci arrinesci!

B.B.

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LA SCOIATTOLINA E IL CELLULARE

Uno scoiattolo aveva un cellulare che non voleva più, la cugina scoiattolina gli disse:

-Dallo a me, te lo pagherò!

Lo scoiattolo rispose:

-Ok, ti faccio un buon prezzo, dammi 150 euro.

-Ecco i tuoi soldi!- disse la cugina.

La scoiattolina, quando arrivò a casa, provò ad usare il cellulare, ma non funzionava. Allora, decise di andare da un suo amico picchio, specializzato in riparazioni di cellulari, che le disse:

-Non può funzionare né ora né mai, la batteria è “andata”!

-Ma me lo ha venduto mio cugino! –rispose la scoiattolina.

A quel punto, il picchio le disse:

-Eh, amica mia… amici e parenti un c’accattare e un c’avvinniri nente!

S.D.G.

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LA LUCERTOLA E LA FORMICA

Una lucertola chiese ad una formica di costruirle una casa.

La formica, dal momento che conosceva il caratteraccio della lucertola, cominciò a costruire la casa con molta cura.

I giorni seguenti la lucertola andò a vedere come procedevano i lavori della casa, passando ore intere a guardare la formica faticare e, quando sembrava che l’opera fosse terminata, ogni volta trovava un difetto nuovo:

– Mi sembra che questo muro sia un pò più inclinato a destra…, il legno di questa finestra non mi pare dello stesso colore di quello della porta…, credo ci sia un chiodino che viene fuori da quella trave lassù…

E ogni volta la formica era costretta a risistemare il lavoro. Disfà e rifà, rifà e disfà, alla fine la formica non ce la fa…

Esausta, noncurante per la fine che avrebbe potuto fare, disse alla lucertola:

 – CU’ UN FA NENTE UN SBAGLIA NENTE!- mollando il lavoro in asso e lasciando la lucertola di stucco.

di D.E.

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LA SFIDA

Per un cane ed un gatto arrivò il giorno del compito in classe.

– Facciamo una gara? Vediamo chi finisce prima!- disse il gatto al cane mostrando di essere come sempre frettoloso e competitivo.

Il cane accettò la sfida.

Il gatto finì per primo, non solo rispetto al cane, ma consegnò il compito prima ancora di tutti i loro compagni. Vinse perciò la sfida, ma fu un’amara vittoria: in realtà guadagnò solo un cattivo voto.

Il cane, che aveva invece svolto il compito per bene, riflettendo con calma su ogni quesito, disse allora:

– Sciocco gatto! Tu avrai vinto la tua sfida, ma io ho preso un bel voto! -.

La maestra fece allora saggiamente notare al cagnolino:

 – I sivvizza boni su nimici ra prescia –

G.M.

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IL RICCIO PREVIDENTE

Un riccio raccoglieva del cibo per l’inverno. Lungo il cammino incontrò una cavalletta che saltava felice. Il riccio allora le disse:

-Tu non raccogli il cibo per l’inverno? Sta per arrivare la brutta stagione.

Rispose la cavalletta:

-No, per ora sono troppo stanca.

Aggiunse il riccio:

-Ma il freddo sta per arrivare.

Rispose di nuovo la cavalletta:

-Più tardi, più tardi.

La cavalletta ed il riccio così si salutarono.

Il riccio, avendo raccolto il cibo necessario, tornò a casa. Quando arrivò l’inverno, il riccio che aveva già le sue provviste, poté rimanersene al calduccio, invece la cavalletta, spinta dalla fame, fu costretta a cercare quello che poteva da mangiare al freddo e al gelo.

 Cu bonu simina megghio arricogghi.

A. M.

 

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LA FENICOTTERA SOLITARIA

Una femmina di fenicottero indugiava in salina e tristemente pensava tra sé:

-Uffa, è arrivata la stagione degli amori e non ho ancora un compagno! Iniziò perciò a piangere quando arrivò il Cavaliere d’Italia, suo amico:

– Perché stai piangendo?- domandò il Cavaliere incuriosito;

-Sono ancora single ed è il periodo degli amori! Come farò ora? rispose la femmina di fenicottero disperata.

-Sta calma – le consigliò il Cavaliere -Come diceva mia nonna: “Un pò chiovere pi sempre“.

A sentire quelle parole, il fenicottero si calmò e notò che stava arrivando un maschio: le ali erano di un rosa intenso, il becco lungo e splendente, gli occhi brillanti…

Il maschio cominciò ad esibirsi in un rituale di corteggiamento che affascinò subito la femmina fino a sedurla e a farla innamorare.

Il Cavaliere d’Italia, guardandoli andare via l’uno accanto all’altra, commentò tra sè: –Me nonna avia ragiuni!

G.S.

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Il temporale

 

Uno scoiattolo ed un topo volevano andare in giardino a giocare a palla, ma il meteo annunciava che ci sarebbe stato un forte temporale. I due amici non ci credettero e andarono al giardino con il cielo ancora sereno. Lo scoiattolo disse:

-Visto, oggi non c’è nessun temporale, c’è solo scirocco.

Dopo qualche tempo la madre del topo disse ai due amici:

-Entrate che a momenti ci sarà un forte temporale, presto!

Il topo rispose:

-Mamma, tranquilla, non vedi che il tempo è sereno?

Ma la madre, insistendo disse loro:

-Poi però non dite che non vi avevo avvertiti.

Dopo cinque minuti cominciò a piovere forte e i due si ritrovarono bagnati dalla testa ai piedi.

La madre urlò dalla finestra di casa:

-Coraggio ragazzi, anche se siete stati disubbidienti oggi avete imparato che bon tempu e malu tempu nun dura tuttu lu tempu!

G.Z.

 

 

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I CAGNOLINI COMBINA GUAI
Mentre papà cane andava a lavorare, la mamma badava ai suoi cuccioli.
Dopo un pò uno di loro domandò alla madre:
-Posso giocare con la fionda?
La mamma rispose:
-Si cucciolo.
Dopo qualche minuto un altro cagnolino chiese:
-Posso far scoppiare le bombette?
Ed ebbe il consenso immediato.
Subito dopo un altro, miagolando con insistenza, disse:
-Potrei accendere un fuoco?
Mamma cane rispose di si.
Appena il papà entrò a casa e vide un cucciolo che con la fionda rompeva le finestre, l’altro che faceva scoppiare i vasi e l’ultimo che faceva bruciare la cuccia, basito chiese alla mamma:
-Ma cos’è questa confusione?
– Tu non c’eri, ed io volevo accontentarli…sono i miei figli…- rispose.
E il cane con autorevolezza cercò di insegnare alla moglie che:
– Lu bonu NO vali cchiù di lu tintu SI’!
P.R.

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LA RANA E LA MUCCA
Una rana viveva in uno stagno, sempre allegra, passando il tempo a saltare e ad inseguire gli insetti; se ne stava tranquilla nella torbida acqua e nella verde melma.
Un giorno vide una mucca ferma sul bordo dello stagno e pensò: ”Che peso massimo”
La mucca si dava molte arie, si sentiva superiore e, ad un certo punto, disse alla rana:
– Oh! Come sei piccola, ma come fai a vivere in un posto così viscido, sporco e a stare sempre bagnata?
– Io mi diverto, l’acqua è grigiastra al punto giusto ci sguazzo come una matta – rispose la rana.
– C’è pure una gran puzza, mi viene da vomitare- osservò la mucca.
La rana, infastidita ed arrabbiata si spostò allontanandosi, ma sentì subito un gran tonfo: era la mucca che caduta accidentalmente in acqua.
La rana cominciò a ridere a più non posso e disse alla mucca:
-Prima di parlari mastica li paroli!
Cominciò a schizzarle altra acqua addosso e, cominciando a giocare felici, la mucca finì per apprezzare quella melmosa acqua.
M.R.

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IL LUPO E L’AGNELLO

Un lupo solitario tutte le notti andava a rubare un agnellino.
Una civetta che aveva visto tutto andò dalla pecora più anziana e le disse:
-Io so chi ha mangiato tutti gli agnellini!
-Dimmi subito chi è stato!- ordinò la pecora.
-E’ un lupo che esce solo di notte- rispose la civetta.
Così tutti gli agnellini si riunirono per trovare il modo di fermare il lupo.
Uno di loro pensò e disse:
-Ho un idea! vedete quei tronchi laggiù? Bene, ne prederemo alcuni, li ricopriremo con la nostra lana così il lupo lo scambierà per un agnello vero e appena proverà a divorarlo rimarrà senza denti e si toglierà il vizio di mangiarli!
Tutti felici del piano si misero subito all’opera.
Come ogni notte il lupo uscì e appena vide l’agnello si tuffò per azzannarlo.
-Ohi!- Urlò il lupo che si ritrovò all’improvviso senza più un dente e scappò via lontano giurando che mai più avrebbe mangiato agnellini.
Una settimana dopo, però, un agnellino piccolo passò davanti al suo nascondiglio e il lupo d’istinto lo ingoiò per intero dimenticando il giuramento.
È cosi gli agnellini capirono che il loro tentativo di fermarlo non era servito nulla.
E come recita il proverbio purtroppo: “U lupu peddi u pilu ma no u viziu”.

R.M.

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IL FENICOTTERO E LA GARZETTA
Una bellissima garzetta e un bellissimo fenicottero si incontrarono su una spiaggia e subito si innamorarono.
Dopo qualche giorno però la garzetta dovette allontanarsi con la sua colonia, ma prima di partire disse al fenicottero:
-Aspettami perché tornerò!
Il fenicottero innamorato promise di farlo.
Passò il tempo, il fenicottero aspettò e aspettò la sua garzetta e, nonostante molte altre gli facessero la corte, lui rimaneva fedele alla sua innamorata e così sospirando diceva:
-Mi dispiace ma nessuna di voi è bella quanto la mia amata…
Un giorno però, stanco di aspettare, decise di andare a cercare l’amata la quale, nel frattempo, si era fatta una famiglia.
Quando il fenicottero la vide si sentì uno stupido illuso per averla aspettata tutti questi anni e accecato dalla rabbia le urlò:
-Come hai potuto? Non te lo perdonerò mai!
La garzetta capì lo sbaglio che aveva fatto: si era comportata molto male con il fenicottero che, invece, aveva continuato ad amarla nonostante la distanza.
E così, riconoscendo il suo torto e sentendosi molto in colpa, disse ai suoi figli:
“Fà bene e scordatillo, fà male e pensaci”.

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LA DAMIGELLA INCONTENTABILE

Una libellula ed una damigella erano grandi amiche ed amavano giocare insieme. Si sfidavano in gare giocose e si divertivano un sacco a volteggiare nell’aria.
Un giorno pero’ si avvicinò a loro una libellula dorata e, trovandola più maestosa, la damigella decise di lasciare da sola l’amica per stare con la nuova arrivata. La libellula abbandonata, amareggiata, volò via triste, sentendosi rifiutata.
Le due nuove amiche giocarono insieme per tanti giorni finché, dopo un pò, la libellula dorata si stancò e se ne andò.
La damigella rimase sola ma, mentre gironzolava disperata, incontrò la compagna di una volta, così le propose:
-Che ne diresti di giocare ancora insieme?
Rifiutandosi la libellula le rispose spiccando il volo:
-Cu perdi un amicu scinni un scalino!

G.L.C.

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IL ROSPO TIRANNO
In uno stagno viveva un rospo che si dava tante arie e pensava di essere molto raffinato. Era benestante ma la maggior parte delle sue ricchezze erano state estorte agli insetti che vivevano nei pressi dello stagno. Il rospo li aveva sempre trattati come suoi schiavi minacciandoli di inghiottirli in un sol boccone.
Ogni giorno costringeva la coccinella, la mosca e gli altri insetti a procurargli del cibo a sazietà, se no avrebbe schioccato la lingua e se li sarebbe mangiati. Infatti era così grasso che ormai riusciva appena a muoversi.
Una mattina si posò su una canna dello stagno una libellula che aveva girato per i prati lì intorno e subito attirò la sua curiosità la mosca che, come sempre, si affannava a cercare cibo per il rospo.
-Come mai sei così indaffarata?- chiese la libellula alla mosca.
-Devo sbrigarmi, il rospo mi aspetta a bocca aperta e se io e i miei amici non gli portiamo del cibo a sufficienza per saziarsi mangerà pure noi!
-Perchè non vi ribellate e andate via dallo stagno? Conosco un posto qui vicino che farebbe al caso vostro…- suggerì la libellula.
-Ma noi abbiamo paura di lui, è grande e grosso!
-Voi insetti però siete in tanti e avete come grande ricchezza grandi qualità morali. Il rospo è da solo e senza di voi è perso…-fece notare la libellula.
-Non ci avevo mai pensato!-rispose la mosca ed andò a proporre la fuga agli altri insetti che, anche se impauriti dalla reazione del rospo, accettarono di trasferirsi nel prato lì vicino.
L’indomani, il prepotente, non vedendo nessuno allo stagno, cominciò a gracidare infuriato.
Quando gli insetti arrivarono nel territorio delle libellule, uno di essi chiese cosa ci fosse di buono da mangiare nei paraggi.
La libellula rispose: -Voi!
E all’improvviso calarono delle ragnatele che li imprigionarono. Gli insetti si resero conto che era stato un complotto malvagio fatto tra il ragno e la libellula e che loro erano il bottino che i due volevano dividersi.

La coccinella disperata allora pensò:
“MEGGHIO LU TINTO CANUSCIUTU CHI LU NOVO A CANUSCERE!”

G.G.

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ALTA  INFEDELTA’

Un mattino un gatto si trovava in un parco per giocare con i suoi amici perchè amava la loro compagnia quando arrivò un cane.

-Che ci fai qui tutto solo?- chiesero i gatti e il cane rispose:

-Per me non è un problema stare da solo, io sono fedele al mio padrone, non come voi che amate girovagare e cercare compagnie sempre diverse pur di accaparrarvi una lisca di pesce…

Il gatto che si riteneva il capo della banda osservò:

-Io so di avere un caratteraccio e riconosco di non essere sempre leale con  i miei amici, ma tanto so che non mi lasceranno mai…

I gatti, parlando con il cane, scoprirono che era saggio e che aveva molte doti e così gli proposero di diventare il loro capo al posto di quel gattaccio che si era mostrato spesso infedele.

Il cane accettò.

Quando il capo gatto lo seppe rimase malissimo e chiese spiegazioni agli altri che gli risposero:

-Tu ci hai trattato sempre molto male, quindi ti ripagheremo sostituendoti con qualcun altro!

Il gatto allora disse:

-Io pensavo che mi foste devoti, ma mi sbagliavo, avete finto per tutto il tempo! Siete AMICI CU TUTTI E FIDILI CU NUDDO!
A. S. e M.G.

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La festa
a
Al compleanno di Fido, furono invitati tutti suoi amici cani e un gatto, suo fedele compagno di giochi.
Senza un motivo reale gli animali cominciarono ad inseguire il gatto, mettendo tutto in disordine.
I cani dicevano:
-Vattene, questa è una festa per cani!
E il gatto ribatteva:- Ma sono stato invitato anch’io!
Il festeggiato si mise in mezzo cercando di fermare la zuffa che si era creata.
Per accontentare l’amico comune, allora i cani e il gatto si diedero una tregua e pian piano, iniziarono a conoscersi meglio e a scoprire che avevano tante cose in comune.
Allora il gatto pentito disse:
-Mi dispiace di avervi provocato…
Così anche i cani si scusarono per averlo subito attaccato.
Quel giorno il regalo più bello per il festeggiato fu proprio quello di vedere gli amici cani e il gatto che collaboravano per rimediare al disastro che avevano combinato, in nome di una nuova amicizia.
Di na rosa nasci na spina, di na spina nasce na rosa.

M.F.

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LA CIGALE ET LA FOURMI

La cigale paresseuse

chante tout l’été

quand l’hiver arrive

elle n’a rien à manger.

La cigale a trés faim

elle la foumi va chercher

pour lui demander

un petit morceau de grain

et vivre jusqu’au printemps prochain.

La fourmi avare

lui demande:

– Que fais-tu

nuit et jour?

La cigale lui répond:

– Je chante toujours…

La fourmi lui dit fâchée:

– Et maintenant… va danser!

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