Angelica, Sofia, Michele, Rassel
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Cappuccetto Arcobaleno

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Artwork: Angelica, Sofia, Michele, Rassel

  • Joined Mar 2019
  • Published Books 26

“CAPPUCCETTO ARCOBALENO”

 

C’era una volta una bambina che viveva in una casetta

nel bosco con sua madre.

Un giorno decise di andare a fare una passeggiata; durante il cammino si ritrovò davanti a una quercia enorme dai cui rami pendevano le mele di tutti i colori immaginabili, che brillando al sole guardava il parlassero e l’invito in un coglierne una. Era così indecisa su quale scegliere che le assaggiò tutte, una dopo l’altra; quando ebbe finito, per magia, la mantellina che indossava si tinse dei colori dell’arcobaleno e così capitò a tutto quel che toccò.

Mentre saltellava allegramente, da dietro un cespuglio sbucò Pinocchio e Cappuccetto, vedendolo, gli domandò sorridendo: “Che ci fai tu qui? Questa non è la tua fiaba! “, Pinocchio rispose:” Cosa vuoi da me ?! Senti chi parla, non sei neanche più Cappuccetto Rosso, guardati! ”.

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Quindi Pinocchio la punzecchiò con il suo nasone e corse via rubandole la mantellina; da lontano poi gridò lasciandola cadere: “Vienila a prenderla se ci riesci!”.

Cappuccetto si incamminò piangendo ma non fece in tempo a riprenderla che vide arrivare da un sentierino, in fila indiana, i sette nani. Quando le furono vicino uno di loro le chiese: “Piccolina perché piangi?”. “Sapessi, stavo passeggiando allegramente quando ho incontrato Pinocchio che, dopo avermi preso in giro e punzecchiato col suo naso di legno, ha afferrato la mia mantellina arcobaleno e me l’ha gettata via: si è comportato proprio come un bulletto arrogante mentre io non gli avevo fatto nulla! ”. “Povera piccina! Sai che è veramente bellissima la tua mantellina arcobaleno ?! Anche a noi nanetti piacerebbe avere dei vestiti nuovi così colorati perché i nostri sono così tristi !!; Comunque per farti tornare a sorridere ti faccio un regalo, un regalo speciale come te: una pietra magica che dovrai portare a tua nonna Biancaneve! ”.

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Allora Cappuccetto si mise in cammino e, dopo aver attraversato il bosco, giunse a casa della sua nonnina. Quando arrivò però trovò ad aspettarla Pinocchio, il bullo che aveva rubato la mantellina, quindi le chiese: “Che cosa ci fai qui?”. “Io? Stavo facendo una passeggiata qui vicino, perché? ”. La povera bambina, impaurita dal tono arrogante di Pinocchio, rispose: “Nulla, solo per saperlo e ora, col tuo permesso, entro in casa di mia nonna!”. “Tua nonna non c’è!”, “E tu come lo sai?”. “Beh, perché l’ho vista uscire di casa poco fa”. “Davvero?”. “Certo! Perché non mi credi? “,” Vedo che il tuo naso si sta allungando e, nella tua fiaba, solo quando menti si allunga! ”.

Il naso di Pinocchio infatti si era allungato di parecchio e così fu scoperto l’inganno. Proprio in quel mentre arrivarono i sette nani tenendo in mano una sega arcobaleno e Cappuccetto rivolta a loro stupita chiese: “Ma che cos’è quella cosa?”.

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Le risposero in coro: “E ‘una sega costruita con una pietra magica uguale a quella che dovevi portare a Biancaneve, fanne buon uso!”. Quindi gliela porsero e Cappuccetto, prendendola in mano, ebbe subito l’idea di tagliare quel lungo naso a Pinocchio che, sbalordito se lo guardò accorciato e corse via urlando con le braccia al cielo. Cappuccetto, soddisfatta per la punizione che quel prepotente aveva meritato, tornò alla casa della nonna insieme ai sette nani: erano così allegri che cominciarono a cantare, giustizia era stata fatta! “Che mascalzone è Pinocchio. Perchè non proviamo a fargli anche uno scherzo? ” disse Cappuccetto. “Sii!” gridarono tutti.

Nel frattempo uscì dalla casa Biancaneve: “Ciao sette nani e ciao nipotina mia!”. “Ciao nonnina! Possiamo andare a casa di Pinocchio? ” chiese Cappuccetto. “Va bene però state attenti e non fatevi male!”, disse Biancaneve.

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I nanetti e la bambina si nascosero quindi dietro un cespuglio ad aspettare che passasse Pinocchio. Poco dopo lo videro

arrivare e quando fu vicino al loro nascondiglio balzarono fuori gridando “Booohh”. Pinocchio fece un salto indietro e fu tanto grande lo spavento che si fece la pipì addosso. Diventò tutto rosso dalla vergogna e, mentre i sette nani e Cappuccetto ridevano a crepapelle, lui con i calzoncini bagnati e il naso fasciato, piagnucolando disse: “Voglio andare dalla mia mammaaa!”. Ormai si era fatto tardi perciò perciò Cappuccetto, contenta dello scherzetto fatto a quel bulletto di Pinocchio, salutò i suoi amici sette nani e se ne andò a dormire da nonna Biancaneve.

Il mattino seguente decise che era ora di tornare dalla mamma e si incamminò lungo il sentiero. Dopo pochi passi vide per terra delle monete d’oro lucenti.

Lei non lo sapeva, ma quella in realtà era una trappola escogitata da Pinocchio per vendicarsi del brutto scherzo:

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era furibondo, mai nessuno lo aveva fatto vergognare così, ora tutti lo avrebbero deriso per chissà quanto tempo, doveva fargliela pagare cara! Pensò così di catturare Cappuccetto, quella perfida bambina, attirandola in una trappola: “Metterò un po ‘di monete luccicanti a terra così quando passa le vedrà, si chinerà per prenderle e io da sopra l’albero le tirerò una rete per imprigionarla senza che possa scappare”.

E così fu: quella mattina Cappuccetto passò proprio di lì e, mentre stava raccogliendo le monete, rimase intrappolata nella rete che aveva lanciato addosso a Pinocchio. La fortuna però ancora una volta era dalla parte della bambina; infatti i suoi amici sette nani passarono lì vicino e corsero subito a liberarla. Cappuccetto raccontò loro tutto quello che le era successo e insieme si misero alla ricerca di Pinocchio che intanto era scappato via.

Erano davvero furibondi perchè non riuscivano a trovarlo quando, improvvisamente, venne loro l’idea di andare da

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Geppetto per raccontargli tutto quello che suo figlio aveva combinato.

Giunti alla sua casa, il povero falegname rimase sbalordito ascoltando il racconto di ciò che aveva fatto Pinocchio, così pensò subito di dargli una lezione e disse: “Andate pure che a Pinocchio ci penso io!”

Quando rincasò suo babbo gli disse: “Pinocchio sei stato veramente cattivo, bullo e prepotente quindi adesso vai a letto senza cena e con due sculaccioni. Se continuerai a comportarti così nessuno vorrà più essere tuo amico e resterai solo. Hai sbagliato e mi hai spezzato il cuore, stanotte ripensa bene a quello che ti ho insegnato! ”.

Pinocchio capì subito perché Geppetto era così arrabbiato e immaginò che i sette nani gli avessero raccontato tutta la storia.

 

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Non lo aveva mai visto così prima d’allora e capì di aver sbagliato. La mattina, appena sveglio, andò e cercare Cappuccetto. Quando la trovò lei si spaventò vedendolo, ma Pinocchio le disse: “Non scappare! Ti ho cercato per chiederti scusa per essere stato così prepotente, ho capito che non devo comportarmi così e vorrei diventare amico tuo e dei sette nani, ti prego perdonami! ”. Cappuccetto emozionata rispose: “Certo che ti perdono, il tuo naso non si è allungato, sei stato sincero e, a dire la verità, anche noi non ci siamo comportati bene con te e abbiamo sbagliato, quindi sono felice di avere un amico in più !”.

Insieme andarono allora alla ricerca dei sette nani; quando li incontrarono si abbracciarono e in quell’abbraccio tutti i loro vestiti diventarono colore dell’arcobaleno. Diventati amici vissero per sempre felici e contenti!

 

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