I SANNITI by CARLO E SARA by Carlo - Ourboox.com
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I SANNITI by CARLO E SARA

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Varie sono le ipotesi che studiosi ed esperti hanno dato circa l’origine dei Sanniti.

Qualche autore ha sostenuto che nella penisola nell’età del bronzo si sono avute due invasioni preistoriche: quella dei “Latini” e quella degli “Osco-Umbri“.

Alcuni pensano che queste popolazioni provenissero dal nord, altri da est e attraverso migrazioni si fossero stanziati nel cuore dell’Italia centrale.

I popoli Osco-Umbri cui si fanno risalire i Sanniti nascono, dunque, dall’unione degli Aborigeni con gli invasori Indo-Europei.

La stirpe di lingua Osca si è estesa lungo l’appennino fino a raggiungere le pianure di entrambi i versanti, attraverso il rituale religioso del Ver Sacrum (Primavera Sacra).

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Il territorio abitato dai Sanniti nella parte centro-meridionale della penisola Italiana, era chiamata dai suoi abitanti Safinum in latino Safinium divenne Samnium, da cui i Romani derivarono il termine Samnites per designare gli abitanti.

I Greci lo chiamavano Saunitai e la loro terra Saunitis.

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Ver Sacrum a Bojano

La rappresentazione si articola in quattro riti.

Il primo rito rappresenta il Ver Sacrum, un rito molto diffuso nelle popolazioni Italiche.

Il rito era dettato dal principio di popolazione in un determinato momento storico:

Il Ver Sacrum è il distacco di giovani dalla patria di origine alla ricerca di nuove terre, adeguate al proprio sostentamento.

La scena si basa sulla consacrazione e sulla divinazione celebrata dal sacerdote prima di inviare i giovani all’avventura.

Subito dopo, si assiste alla migrazione dei Sabini, campeggiati da Comio Castronio e guidati da un bue che si stanzieranno alle falde del Trifernus Mons (Fiume Biferno) dando origine alla città di Bovianum (Bojano CB)

 

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Il secondo rito rappresenta l’istituzione del matrimonio, fondamentale nella vita dei Sanniti:esso si attuava come un rito comunitario

basato non su una scelta privata ma pubblica.

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Il terzo rito ha il suo centro nella figura di un vecchio saggio che, sebbene abbia perduto il figlio in battaglia, incita i giovani guerrieri a preservare nella virtù e nel valore.

 

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Il quarto rito rappresenta un rito antichissimo: il giuramento dei giovani che costituivano l’esercito Sannita.

Ciascun guerriero, davanti all’altare, invoca la maledizione su di sè e sulla sua stirpe qualora non combatta con valore o fugga con codardia dalla battaglia.

Il guerriero che rifiuta di giurare è ucciso e buttato tra i mucchi delle vittime umane e animali.

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CARATTERISTICHE FISICHE

I Sanniti fino a quando costituivano un popolo autonomo, conservarono le caratteristcihe fisiche documentate da numerosi scheletri ritrovati nelle necropoli di Alfedena.

Si trattava di persone con un cranio allungato e stretto;

La loro statura era media.

Per questo popolo fu possibile conservare a lungo i tratti somatici dei Sanniti grazie alla rigida usanza del matrimonio.

 

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L’ABBIGLIAMENTO DELLA DONNA

Dalle testimonianze rinvenute, dalle necropoli Sannite, sembra che a causa del clima freddo gli indumenti fossero prevalentemente di lana.

Le donne indossavano un lungo peplo bianco senza maniche, con una cintura intorno alla vita.

Sopra portavano una tunica fermata da una fibula con ornamento, indossavano anelli, cerchi alle caviglie e braccialetti.

Il gioiello più importante era lo “châtelaine” cioè una catena formata da maglie di ferro e spiragli metallici.

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L’ABBIGLIAMENTO DELL’UOMO

Indossavano il chitone di lana: portavano un gonnellino con una casacca senza maniche e portavano dei calzari tenuti fermi da lacci incrociati, in vita portavano una specie di collare talvolta anche decorato da amuleti e ciondoli.

Portavano anelli e bracciali anche intorno ai polpacci e ai bicipidi.

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LE ATTIVITA’

Presso i Sanniti, la donna aveva un ruolo importante;

Infatti a lei spettava la pulizia della casa e l’educazione dei figli; ella era addestrata fin da piccola, faceva la sarta e aiutava l’uomo nell’agricoltura.

Gli uomini si dedicavano alla caccia, agricoltura, allevamento di pecore (in zone montuose) i bovini (sulla costa) ma l’attività principale era la guerra.

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L’ALIMENTAZIONE DEI SANNITI

L’alimentazione principale dei Sanniti era il farro.

Mangiavano anche frutta, verdura, cavoli, sapevano fare il vino, coltivavano ulivi.

Avevano anche allevamenti di bovini e ovini ma anche di cavalli.

Successivamente anche di suini.

Sapevano fare la farina di farro che condivano con olio e miele.

Sapevano fare anche il pane.

Mangiavano legumi e formaggi.

Mangiavano anche castagne arrostite, nocciole e mandorle.

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LINGUA OSCA (SANNITA)

La Lingua Osca fu un’evoluzione di una forma di espressione già esistente nel Sannio.

L’Osco era parlato in modo omogeneo tanto da essere copiato dai Sanniti, dai Lucani, dai Marrucini, dai Peligni, dai Volsci e da altre popolazioni fino a nord della Sicilia.

Uno dei frammenti ritrovati in lingua Osca è la tavola di Agnone.

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L’ARTE SANNITA

Gli oggetti d’arte Sannita sono pochi e limitati alle esigenze della vita quotidiana.

Ceramica di impasto, ornamenti e armi di bronzo e di ferro erano prodotti in modo rudimentale almeno fino al V secolo a.C.

L’arredo della casa era costituito da: grossi vasi, tazze, pissidi e skyphos.

Confrontando gli utensili con quelli dei Pentri e quelli dei Frentani (tribù sannitiche più importanti) notiamo che ci sono delle differenze.

Quelli dei Pentri sono per lo più di colore nero e non decorati, mentre quelli dei Frentani sono decorati con disegni.

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LE SCULTURE

La terracotta, la pietra e il bronzo furono i materiali più usati per la costruzione.

La statua raffigurante Minerva, rinvenuta tra le rovine del tempio a lei dedicato è a Roccaspromonte vicino Bojano,risale al V secolo a.C. è di grandezza naturale, conservata a Vienna e costruita con la terracotta.

Famosa è la statua dedicata al dio Mamerte.

Essa risale al V secolo a.C., è alta quasi 30 cm.

Il dio Mamerte indossa una tunica corta tipica dei guerrieri Sanniti.

E’ conservata al museo del Louvre di Parigi.

La statua ha i lineamenti grossolani e movimenti rigidi come tutte le statue Sannite.

 

 

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ECONOMIA DEI SANNITI

I Sanniti si dedicavano principalmente all’agricoltura, coltivavano ulivi, vite, cereali (soprattutto il farro) cavoli, legumi, fichi e aglio.

Importante era anche l’allevamento di bovini e ovini.

Legato all’allevamento era la transumanza cioè lo spostamento delle greggi dalla montagna alla pianura e viceversa.

Lo spostamento avveniva attraverso dei tracciati chiamati “Calles” (tratturi).

Era molto sviluppato l’uso dei boschi per legname da costruzione e legna da ardere.

Il commercio e l‘artigianato erano piuttosto limitati.

Erano praticati soprattutto nella zona costiera, le attività commerciali che si basavano soprattutto sul baratto, molto meno sulla moneta.

L’artigianato consisteva nella produzione di vasi, utensili, armi, e tessuti di lana.

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L’ORGANIZZAZIONE POLITICA

La caratteristica più importante dei Sanniti è l’organizzazione politica.

A differenza degli altri popoli loro avevano un Touto, che sarebbe una Repubblica Democratica.

Come ogni Repubblica Democratica c’era un magistrato che governava, nei Sanniti era il “Meddix Tuticus” che era capo militare e religioso, amministrava la legge e convocava le assemblee.

I Pagus (Città-Stato) eleggevano i rappresentanti da inviare al Touto, amministrava questioni sociali, agricole e soprattutto religiose ed erano governati dal “Meddix Minor” (Magistrato Inferiore).
Inoltre i Pagus svolgevano un altro ruolo molto importante, affiancati dal consiglio della gioventù, curavano le preparazioni militari dei giovani e organizzavano la difesa delle fortificazioni.

Quest’alleanza era la Lega Sannitica, una confederazione formata da rappresentanti di ogni tribù che aveva il compito di difendere il Sannio dai nemici e nominare un comandante in caso di guerra.

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LA RELIGIONE

La religione dei Sanniti era politeista, gli dèi più importanti erano: Ercole, Marte, Apollo, Giove.

Nella religione erano presenti anche i Numina, spiriti che potevano essere sia benigni che maligni.

Avevano un aspetto umano e venivano evocati con riti propiziatori.

I Numina si potevano trovare in casa, nelle dispende nei focolari e davanti alle porte, e negli ambienti naturali, come nel bosco, nei ruscelli, nei confini e nei luoghi di sepoltura.

Possiamo dunque concludere che il mondo dei Sanniti era popolato dagli spiriti.

 

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La prima guerra Sannitica ebbe inizio nel 365 a.C. con la stipula di un trattato tra i Sanniti e i Romani.

Nel 343 a.C. iniziò la vera e propria guerra che durò fino al 341 a.C.

Ad entrambi, interessavano le valli del fiume Liri per l’allevamento del bestiame, e per questo ci fu un conflitto che finì con un trattato di pace.

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La seconda guerra sannitica ha inizio nel 326 a.C. e finisce nel 304 a.C.

Anche se per 10 anni ci fu pace tra Romani e Sanniti, ci fu un conflitto che determinò l’inizio di una vera e propria guerra.

Inizialmente i Sanniti attacarono Napoli ma non sapevano che era alleata dei Romani, perciò ci fu un vero massacro.

Nel 326 a.C.322 a.C ci fu una guerra tra Sanniti e Romani per contendersi il medio Volturno e il medio Liri.

Infine ci fu la battaglia di Benevento, dove due pastori Sanniti avevano intuito le intenzioni dei consoli Romani, e questo permise ai Sanniti di vincere la guerra.

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La terza guerra sannitica inizia nel 299 a.C. e si conclude nel 290 a.C.

Entrambe le popolazioni conoscevano i loro punti deboli.

In questo periodo ci furono le alleanze tra i popoli, Romani con i Marzi, i Peligni e i Marrucini mentre i Sanniti con gli Umbri, i Celti e gli Etruschi.

Andando avanti nel tempo le popolazioni declinate sono: gli Etruschi, gli Umbri, i Marzi e i Marrucini.

Poi accadè un colpo di scena davvero inaspettato; i Frentani, si allearono con i Romani in cambio della cittadinanza Romana.

Roma usò una tattica molto complessa e affascinante, “dividi ed impera” cioè dividi il nemico e conquistalo.

Per i Sanniti i Frentani erano come un secondo esercito e senza di quello avevano poche speranze di combattere contro i Romani, e infatti dopo pochi anni i Sanniti vennero definitivamente sconfitti.

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L’ASSETTO TERRITORIALE DEL MOLISE DOPO LA VITTORIA DI ROMA

Roma operò nei territori conquistati un nuovo assetto politico-amministrativo che modificò radicalmente quello esistente all’epoca dei Sanniti.

Scomparve, infatti, il “Pagus” come distretto territoriale, preposto a decidere sulla vita sociale, economica, e religiosa del luogo.

Furono istituti i “Municipia,” che erano città capoluogo di “province” nei quali vennero concentrati tutti i servizi necessari per il funzionamento amministrativo e religioso del territorio circostante.

I Municipia erano la sede dei magistrati e, per la loro istituzione, furono scelte le località più sviluppate e poste in punti strategici.

I principali Municipia furono:
Venafrum (Venafro), già praefectura romana dal III sec. a.C.;

Aesernia (Isernia), colonia latina dal 263 a.C.;

Bovianum (Bojano), capitale dei Pentri;

Saepinium (Sepino), situata lungo il tratturo e attrezzata per il passaggio e la sosta delle greggi;

Terventum (Trivento), municipio al quale faceva capo tutto l’Alto Molise;

Fagifulae, località presso Montagano, non ancora ben identificata;
Larinum (Larino) principale città frentana ricca e ben organizzata già dal IV sec. a.C..

L’organizzazione romana mise queste città in una posizione centrale e privilegiata rispetto a tutto il territorio circostante.

Esse, infatti, diventarono l’unico punto di riferimento per le questioni politiche , amministrative, economiche e religiose. Si avviò, così, il fenomeno dello spopolamento e l’abbandono delle aree montane e più interne, perché scomode, periferiche e poco produttive.

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GUERRA SOCIALE

A combattere la guerra sociale furono i Romani contro Pentri, Frentani, Irpini, Piceni, Marsi, Peligni e Marrucini.

Le popolazioni schierate contro Roma formarono una lega, La Lega Italica, che era rappresentata da una moneta con il toro Sannita, la lupa Romana e con scritto “Viteliu” dall’Osco “Italia“.

Si scatenò questa guerra sociale perché le popolazioni italiche volevano la cittadinanza romana che non era concessa fino ad allora.

Poi però quando si combattette la guerra i Romani si arresero dando in cambio la cittadinanza Romana agli altri popoli.

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GRAZIE PER L’ATTENZONE, UN SALUTO E AL PROSSIMO OURBOOX!!!

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