Il Settecento by Giuseppa Grazia Catalano - Illustrated by Lavoro a classi aperte-classi terze della Scuola Secondaria di I grado "E.Mancari" di Capo d'Orlando - Ourboox.com
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Il Settecento

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Artwork: Lavoro a classi aperte-classi terze della Scuola Secondaria di I grado "E.Mancari" di Capo d'Orlando

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Il Settecento by Giuseppa Grazia Catalano - Illustrated by Lavoro a classi aperte-classi terze della Scuola Secondaria di I grado "E.Mancari" di Capo d'Orlando - Ourboox.com
L’ILLUMINISMO
L’Illuminismo fu un vasto movimento di pensiero che nacque in Inghilterra, si sviluppò in Francia e in breve tempo si diffuse in tutta Europa.
Venne chiamato così perché si proponeva di indagare la verità con i soli “lumi della ragione”.
Nacque appunto per liberare le menti degli uomini dall’ignoranza. Gli esponenti più importanti furono: Voltaire, Diderot, Rousseau. I principali caratteri dell’Illuminismo furono: la fede nella ragione e il processo al passato.
Nel campo religioso l’Illuminismo elaborò il DEISMO che ammetteva l’esistenza di un essere superiore ma senza rivelazione.
Nel campo sociale-politico, l’Illuminismo proclamò gli ideali di libertà ed uguaglianza. Lo scopo più importante era quello di creare una nuova società, fondata sulla libertà, sull’uguaglianza, sulla giustizia e sulla fraternità degli uomini.
Per creare una nuova società bisogna educare il popolo, liberarlo dagli errori del passato e aprirgli il cuore: da qui si crea una nuova concezione della letteratura. Il compito di illuminare gli uomini, spetta alla letteratura, considerata non più come mezzo di evasione dalla realtà o attività di accademie, di circoli e di salotti riservati, ma come un possente strumento di propaganda, di lotta e di liberazione, una nuova forma di apostolato al servizio della verità, della libertà, della giustizia e del progresso.
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L’ILLUMINISMO ITALIANO
L’Illuminismo si diffuse anche in Italia, adattandosi alla nostra cultura. Inizialmente suscitò entusiastici consensi in tutti gli strati sociali, ma soprattutto nella nobiltà, che apri i suoi salotti ai nuovi filosofi e alle nuove idee. Senza capire l’ondata rivoluzionaria in essa contenuta. Anche se accolsero l’Illuminismo con entusiasmo, gli Italiani, però, vagliarono le nuove dottrine: alcune le accettarono, altre le criticarono, facendo così assumere all’illuminismo italiano caratteristiche proprie.
La prima è l’assenza di una vera polemica antireligiosa, poiché il sentimento religioso era profondamente radicato nel nostro popolo.
L’altra caratteristica dell’Illuminismo italiano è la moderazione della polemica contro gli Stati assoluti. Si cercò di coinvolgere gli stessi sovrani nell’azione di rinnovamento della società mediante riforme.
Anche nel rinnovare la letteratura, si cercò di conciliare la tradizione con le nuove esigenze culturali.
Ma la caratteristica più importante dell’Illuminismo italiano è il rinnovamento dei temi nella letteratura. Questa, che dal Petrarca al ‘700 era stata dotta, aulica, egocentrica, aristocratica, evasiva, sentimentale, estranea ai problemi della vita reale, con l’Illuminismo diventa realistica, didascalica, moraleggiante, aderente ai problemi vivi della società. Basti ricordare alcune opere del Parini: “La salubrità dell’aria”; “L’innesto del vaiolo”; “Il bisogno”.
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L’Enciclopedia
L’Illuminismo si diffuse rapidamente in tutta Europa, per merito di scrittori particolarmente brillanti, come Voltaire, Diderot, D’Alembert, Rosseau e di uno strumento di diffusione straordinariamente efficace: l’Enciclopedia, « in trentaquattro volumi, che rese non soltanto alla Francia, ma a tutta l’Europa, un importante servizio combattendo tutte le forme di crudeltà e di superstizione, tutto ciò che di antiquato, inadeguato ed ingiusto ancora esisteva nella Costituzione della realtà Europea e nelle sue credenze religiose e sociali».
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La nascita del giornale
Gli illuministi diedero vita ai giornali, riviste, enciclopedie, libri di varia divulgazione e favorirono tutte le iniziative volte a diffondere il sapere.
In precedenza la diffusione delle notizie avveniva attraverso gli avvisi o attraverso le gazzette, dal ‘700 in poi questo sistema incominciò ad apparire insufficiente per due motivi. In primo luogo, la borghesia aveva bisogno di più informazioni; in secondo luogo, gli illuministi avevano bisogno di diffondere le loro idee. I primi giornali nacquero in Germania e in Inghilterra. Inizialmente contenevano solo notizie del giorno, in seguito fecero la loro comparsa gli editoriali, cioè articoli che commentavano le notizie. I giornali si diffusero specialmente in Inghilterra, il paese europeo dove la libertà di stampa era meglio garantita.
In Italia il giornalismo faticò molto a confermarsi, a causa della mancanza di un ampio pubblico e della severità dei governi, pronti a chiudere i giornali che avessero criticato la loro politica.
Tuttavia nella seconda metà del ‘700 i giornali si diffusero anche in Italia, dove ebbe una particolare importanza “Il Caffè” dei fratelli Verri.
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“Il Caffè”
Un greco di nome Demetriu, mal supportando il regime di schiavitù e di oppressione spirituale imposta sull’Egeo dalla dominazione turca, decise di lasciare la sua patria di origine emigrando altrove. Dopo aver girovagato tra le varie città commerciali nel Medio Oriente ed aver acquistato una grossa quantità di pregiato caffè si trasferì, prima a Livorno e poi a Milano, dove impiantò una elegante “bottega” piena di luci e specchi. Caratteristica del suo esercizio è la disponibilità di giornali provenienti dalle varie parti d’Europa: e così in quell’ambiente e con quelle letture gli uomini finiscono col sentirsi sempre meno legati alle specifiche nazioni d’origine, diventando tutti presso a poco Europei. Nell’accogliente bottega di Demetriu si incontrano spesso uomini a discutere fra loro, chi sul serio chi per scherzo. «Ed io- conclude Verri, ho registrato i loro discorsi, decidendo poi di pubblicarli in questa rivista intitolata “Il Caffè”». Così, ai salotti aristocratici ed esclusivi della nobiltà, si contrappongono, nella seconda metà del ‘700, le <<botteghe di caffè>>, i nuovi salotti democratici, aperti a tutti gli avventori e luoghi d’incontro per conversare tra amici.

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The  daily  courant
Il primo quotidiano inglese nacque nel 1702, si chiamava “The Daily Courant” ed era composto da un unico foglio stampato su una facciata; il primo numero uscì l’11 marzo. Il suo direttore era Samuel Buckley e il suo motto “credibilità e imparzialità”. Esso promuoveva la distinzione tra fatti e opinioni.
Di corrente opposta era invece il quotidiano “The Spectator” che fu pubblicato da marzo 1711 a dicembre 1712 e che esponeva i temi di attualità secondo un’ottica ben precisa e schierata politicamente.
Nel 1731 in Inghilterra esistevano 400 giornali.
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MUSICA
Nella prima metà del Settecento continua l’ascesa della musica strumentale.
Il Neoclassicismo è il periodo tra Barocco e Romanticismo, ovvero della seconda metà del ‘700, con appendici nella prima parte del ‘800, fino agli anni immediatamente successivi al congresso di Vienna.
In questo periodo si afferma l’opera lirica:
• L’opera seria raffigurava principalmente la storia antica e la mitologia;
• L’opera buffa rappresentava scene di vita quotidiana in cui si prendevano in giro i nobili e i loro privilegi. Nell’opera buffa il personaggio, oltre a saper cantare, doveva anche saper recitare.
È durante il classicismo che si afferma l’orchestra sinfonica modernamente intesa.
Inoltre il clavicembalo è progressivamente sostituito dal pianoforte, in cui il controllo delle dinamiche consente una maggiore resa espressiva.
I tre grandi protagonisti di quest’epoca sono: Franz Joseph Haydn, Wolfgan Amadeus Mozart e Ludwig Van Beethoven, tutti e tre operarono a Vienna.
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LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE DEL 700 NEL CAMPO TECNOLOGICO – SCIENTIFICO 
La rivoluzione industriale fu un processo di evoluzione economica o industrializzazione della società che da sistema agricolo-artigianale-commerciale divenne un sistema industriale moderno caratterizzato dall’uso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica e dall’utilizzo di nuove fonti energetiche (come ad esempio i combustibili fossili), il tutto favorito da una forte componente di innovazione tecnologica e accompagnato da fenomeni di crescita, sviluppo economico e profonde modificazioni socio-culturali e anche politiche.
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Spesso si distingue fra prima e seconda rivoluzione industriale. La prima interessò prevalentemente il settore tessile-metallurgico con l’introduzione della spoletta volante e della macchina a vapore nella seconda metà del ‘700. La seconda rivoluzione industriale viene fatta convenzionalmente partire dal 1870 con l’introduzione dell’elettricità, dei prodotti chimici e del petrolio. Talvolta ci si riferisce agli effetti dell’introduzione massiccia dell’elettronica, delle telecomunicazioni e dell’informatica nell’industria come alla terza rivoluzione industriale, che viene fatta partire dal 1970.
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La rivoluzione industriale comportò una profonda ed irreversibile trasformazione che parte dal sistema  produttivo fino a coinvolgere il sistema economico nel suo insieme e l’intero sistema sociale alimentazione.
Si ebbe, quindi:
l’incremento della produzione agricola ha potuto sostenere lo sviluppo demografico, iniziato a metà del XVIII secolo, fornendo una maggiore e migliore alimentazione;
l’incremento produttivo agricolo ha inoltre liberato la forza lavoro che è stata assorbita dall’industria del cotone e metallurgica che ha potuto continuare ad espandersi;
l’aumento della produttività nell’agricoltura e l’incremento del reddito agricolo hanno creato sbocchi al mercato interno per i prodotti industriali;
il miglioramento e la diffusione di utensili agricoli ha sostenuto la domanda di ferro incentivando la produzione e l’innovazione nell’attività metallurgica.
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L’apparizione della fabbrica e della macchina ha modificato i rapporti fra gli attori produttivi. Nacque così la classe operaia che ricevette, in cambio del proprio lavoro e del tempo messo a disposizione per il lavoro in fabbrica, un salario.
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Sorse anche il capitalista industriale, imprenditore proprietario della fabbrica e dei mezzi di produzione, che mira a incrementare il profitto della propria attività.
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La Rivoluzione dei trasporti

La siderurgia fu un settore trainante della seconda rivoluzione industriale. A partire dal 1864 l’acciaio permise nuove soluzioni nel campo della meccanica. Inoltre il cemento unito a barre d’acciaio, il cosiddetto cemento armato che rivoluzionò il settore delle costruzioni.
Grazie all’acciaio l’industria ferroviaria poté così costruire binari più resistenti e meno deformabili e su locomotive più veloci.
Anche tutta la lavorazione del ferro trasformò l’industria dello scatolame favorita dai nuovi processi di laminazione della latta prese l’aviazione e ben presto il cibo in scatola raggiunse la tavola di tutte le famiglie.
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Un nuovo modo di produrre

La catena di montaggio è stata inventata alla fine dell’Ottocento da un americano: Fredrick Taylor.
La catena di montaggio consisteva in un nastro trasportatore che portava che portava i pezzi da montare agli operai che si basava su due principi fondamentali:
-dividere il lavoro da compiere in tante operazioni facili;
-portare il lavoro agli operai e non gli operai al lavoro così l’operaio doveva compiere una sola semplice operazione che, sommata a quella degli altri operatori realizzavano il prodotto finito.
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LONDRA DURANTE LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

VISTA DA 

BLAKE WORDSWORTH

 

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I due poeti inglesi William Blake (1757-1827) e William Wordsworth (1770-1850) ci danno due immagini antitetiche di Londra .
Blake, di notte, passeggia per le strade della metropoli guardando ciò che lo circonda con gli occhi di chi conosce i mali della società; il poeta vuole rappresentare la malattia e la sofferenza causate dall’ industrializzazione
Worsdworth, che si trova all’alba sul ponte di Westminster, descrive una città ancora addormentata che sembra quasi campagna e che dà di sé un quadro calmo e nitido.
La Londra di Blake appare sporca, caotica e risuonante di dolore, l’emblema del potere attraverso i palazzi istituzionali, le chiese luride, le strade dei mercati e i vicoli della prostituzione.
 La Londra di Wordsworth è una città nitida, rilassata e silenziosa che ridonda di connotazioni positive
Due immagini mentali e due visioni della realtà da parte di due poeti che vissero la storia e la vita in modo diametralmente opposto.
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William Blake’s London is a devasting portrait of the society, during the Industrial Revolution, governed by misery and corruption. It’s a poem of social protest, against the suffering of all who lives in a world such as this. London deals with pain of its inhabitants. Blake reveals in a realistic manner the battered soul and psyche of a diseased metropolis.
The mood and atmosphere is bitter and sombre.

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London  1794 

I wandered through each chartered street,
Near where the chartered Thames does flow,
A mark in every face I meet,
Marks of weakness, marks of woe.
In every cry of every man,
In every infant’s cry of fear,
In every voice, in every ban,
The mind-forged manacles I hear:
How the chimney-sweeper’s cry
Every blackening church appals,
And the hapless soldier’s sigh
Runs in blood down palace-walls.
But most, through midnight streets I hear
How the youthful harlot’s curse
Blasts the new-born infant’s tear,
And blights with plagues the marriage-hearse.
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Io vago attraverso le strade sfruttate per scopi commerciali.
Vicino dove il Tamigi sfruttato per scopo commerciale scorre,
E noto in ogni faccia che incontro
Segni di debolezza, segni di dolore.
In ogni pianto di ogni uomo,
In ogni pianto di paura di infante,
In ogni voce, in ogni divieto,
Sento le catene create dalla mente.
Come il pianto dello spazzacamino
Disgusta ogni chiesa annerita;
E il sospiro della sfortuna del soldato,
Scorre nel sangue dai muri del palazzo.
Ma attraverso la maggior parte delle strade a mezzanotte sento
Come la maledizione della giovane prostituta
Distrugge la lacrima dell’infante appena nato,
E infetta il carro funebre del matrimonio.
 
 
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Wordsworth’s sonnet is a beautiful description of the physical landmarks in London city at daybreak; the poet describes what he sees, thinks and feels.
He personifies the scene, giving life to the sun, the river, the houses, and finally to the whole city, which has a symbolic heart and which isn’t in conflict with nature. By using personification in his poem, Wordsworth brings a kind of spirit to the city.
The tone of the sonnet is  optimistic.
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COMPOSED  UPON  WESTMINSTER  BRIDGE
Earth has not anything to show more fair:
Dull would he be of soul who could pass by
A sight so touching in its majesty:
This City now doth, like a garment, wear
The beauty of the morning; silent, bare,
Ships, towers, domes, theatres, and temples lie
Open unto the fields, and to the sky;
All bright and glittering in the smokeless air.
Never did sun more beautifully steep
In his first splendour, valley, rock, or hill;
Ne’er saw I, never felt, a calm so deep!
The river glideth at his own sweet will:
Dear God! the very houses seem asleep;
And all that mighty heart is lying still!
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La terra non ha nulla da mostrare di più bello:
vuoto sarebbe nell’anima colui che riuscisse a soprassedere
una visione così commovente nella sua maestosità.
Ora la città indossa come (fosse) un vestito
la bellezza del mattino – silenzioso, nudo.
Navi, torri, palazzi, teatri e tempi giacciono
aperti sui campi, e sotto il cielo.
Del tutto luminosi e brillanti nell’aria limpida
Mai il sole si immerse in modo più bello
nella sua valle, roccia o collina di splendore;
Mai ho visto, mai ho provato, una calma così profonda.
Il fiume scorre seconda la sua dolce volontà
Oh Dio! Le case stesse sembrano addormentate;
e tutto quel cuore ricco di potenza giace immobile.
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Questo lavoro è stato realizzato a classi aperte da gruppi di alunni delle classi terze (sez. A, sez. B, sez. C) con la collaborazione di tutti i docenti delle varie discipline del Corso C.
Carcione Jennifer 3 C                             Incognito Greta 3 A
Cascavilla Greta 3 C                               Kisarina Julia 3 B
Critelli Federica 3 B                               Lazzaro Antonino 3 A
Civello Giuseppe 3 C                              Parrinelli Giovanni 3 A
Di Giovanni Claudia 3 B                         Scafidi Chiara 3 B
Di Nardo Giulio 3 C                                Schepis Morena 3 A
Guarino Gaia 3 A                                   Sirna Salvatore 3 B
Gugliotta Maurizio 3 A                            Triscari Gabriele 3 B
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