La scuola al tempo del “coronavirus” by Lucia Di Maso - Illustrated by Di Maso Lucia - Ourboox.com
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La scuola al tempo del “coronavirus”

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Artwork: Di Maso Lucia

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Jun 2020
Published Books
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L’esercito dei punti

C’era una volta un ragazzo di nome Matteo che un bel giorno mentre svolgeva un compito in classe, stanco del lavoro e preso dalla smania di finire presto perché il suo pensiero era rivolto ai compagni e ai giochi che avrebbero fatto, quando finalmente sarebbe suonata la campanella, quasi per dispetto, mise un punto e concluse la sua attività. Il punto che non voleva finire nel dimenticatoio e che ci teneva a fare bella mostra di sé, iniziò  a portare scompiglio nella vita del disordinato ragazzo. Accorsero gli altri segni di punteggiatura, arrabbiati con quel piccolo puntino che credeva di essere il più importante di tutti.Cominciarono a rincorrersi per tutta l’aula e ben felici di lasciare il loro posto nei libri di scuola si unirono a loro anche i segni delle quattro operazioni,

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e … il povero Matteo non riusciva a riprendersi dallo stupore. Li vedeva passare davanti ai suoi occhi mentre si divertivano portando l’agitazione nei suoi quaderni sciamannati. Anche Matteo  volle unirsi a quella strana banda…in un’avventura reale o immaginaria? … Trasferiamoci in un nuovo regno dove potremo essere liberi di … -. “Poverini” erano convinti di poter lasciare tutto … Matteo e i suoi amici puntini cominciarono così una nuova vita all’insegna del “caos”. Questo punto era un po’più grande degli altri, era un punto esclamativo, la cui asta era uno scettro. Si sentiva potente, era presuntuoso e arrogante, non aveva un bel carattere,

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Gli altri punti non volevano essere trattati male dal punto esclamativo, perciò si riunirono e decisero di comune accordo a come fare per ridimensionare lo spavaldo Punto con lo scettro .. Uno dei punti accaduti: farlo entrare in un portale inter-dimensionale. L’unisono approvato è … ma chi ha voluto costruire il portale? Pensa e ripensa… ma si, lo ha disegnato Matteo! Così il ragazzo, che non aspetta altro, è sfogo a tutta la sua creatività e prese a disegnare il portale. Basta fu pronto con uno stratagemma fecero entrare quell’arrogante con lo scettro e qui lo sottoposero a mille domande:

– Perché sei venuto sulla terra?
– Perché hai reso tristi i bambini?
– Perché tutti hanno paura di te?
– Perché sei così piccolo e forte?

 

 

 

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Il punto sovrastato dalle tante domande decise di fuggire, non prima di punire tutti i puntini al bianchetto, ovvero la punizione che tutta la punteggiatura teme.
Ma all’improvviso i punti sono ricordati di non aver chiuso il portale per intrappolare il Re dei punti e … che si oppone coraggiosamente alla decisione del “Re dei punti” facendoli evadere…. Finalmente liberi manifestati dal loro dissenso rintanandosi in un nuovo portale disegnato da Matteo e il caos la resa da padrone .. Che guaio! Cosa era detto la maestra! Un brutto voto non glielo ha detto nessuno! È stata cacciato proprio in un bel pasticcio!

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Il ragazzo cercò di rimediare tanto disastro progettando un altro portale. Lo colorò di rosa, giallo, verde, tanti colori allegri che ritengono attirato ancora di più i punti. Adesso Matteo era proprio sicuro che i punti necessari sono andati in quel portale.
“Fatto!” esclamò Matteo con tono soddisfatto …. Poi disse ai punti: “Venite a vedere, ho creato un portale dove il” Re dei punti “non potrà mai entrare! In quel portale ci sono punti esclamativi buoni, quindi” Re buoni “Sono Gentilissimi!
Allora tutti i punti uscirono e Matteo fece in tempo a cancellare entrambi i portali con le sue gomme Master 3000. Poi chiese con tono gentile ma allo stesso tempo tempo disperso: “Per favore punti, potete notare al vostro posto?”.
Ma i punti capirono di essere caduti in una trappola e per vendicarsi decisero di ritornare nel testo ma “un caso” senza seguire un ordine. Quando Matteo rilesse il compito si accompagna a tutto ciò che non aveva più senso.

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Rischiava di prendere un brutto voto e questa era davvero troppo!
A quel punto decise di spiegare a tutti “i punti”

il Paladino della grammatica propone di scrivere un testo inserendo tutti i punti tranne il Punto esclamativo dimostrando così di poter fare meno di lui in quel periodo presuntuoso, arrogante e persino pensava di essere lui il re di tutti i punti.
Ma le cose non andarono proprio così …… Purtroppo le cose non andarono proprio così … Matteo aveva dimenticato come si mette la punteggiatura! I punti così non capivano più di quello che Matteo scriveva! C’è solo un modo per porre rimedio al guaio: chiama il Paladino della grammatica!
Così i punti fecero una riunione: “Ma che cosa è successo a Matteo?”

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“Non così” disse il Paladino. C’è solo un modo per capire cosa è successo: farlo parlare con l’insegnante! Gli altri punti: “MA NO È ASSURDO!” Esclamarono in coro .Così andarono da Matteo facendo finta di niente, dicendo che si trova lì per caso fecero in modo che si distraesse e in una pastella baleno Ovviamente il ragazzo non aveva studiato, e quel punto … A quel punto … rimase paralizzato tanto da non riuscire a parlare e muoversi dal suo posto, la maestra distratta dal canto degli altri bambini non è maschio e lui pian piano e sudando sette camicie riuscì a passare inosservato. Intanto il “Paladino della grammatica” prende la decisione di attirare quel bulletto del punto esclamativo in un portale luminoso come il cielo stellato in una notte d ‘

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 La bellezza mozzafiato di quell’immagine subito catturò l’attenzione dello sciagurato che vi si catapultò. Giunto nel portale trova ad accoglierlo il “Paladino” che gli parlò sinceramente facendogli capire che nessuno è superiore agli altri. Finalmente il punto esclamativo aveva capito i suoi errori, mise da parte il suo ego e cercò di rimediare agli errori fatti aiutando Matteo nell’interrogazione ma… Ormai era tardi, tutti gli altri punti erano troppo arrabbiati per come erano stati noti in precedenti .. .sembravano delle mine vaganti … nessuno sarebbe riuscito più a fermarli. Allora il punto esclamativo pensa e ripensa fu folgorato da un’idea: chiedere aiuto alle operazioni

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ma per poter entrare nel quaderno di matematica bisognava passare il controllo dei numeri romani. Ahimè! Era un’impresa fantascientifica! Perché non ci travestiamo da numeri? “Proposero i nostri. ” Ottima idea! ” Scopo del punto esclamativo.
Così Matteo aprì il quadrerno di matematica e li fece entrare, da lontano già si intravvedevano tutti i numeri, le operazioni ei problemi; il” Paladino della grammatica “e il punto esclamativo si avvicinarono Ai numeri Codice romani e … iniziarono una CHIEDERE Loro di Poter Switch to, ma i numeri Codice romani Gli bloccarono subito la strada:. << non praeteribit >> dissero Accidenti!
I numeri romani parlavano in latino.Il punto esclamativo sbigottito non riusciva a capire quello che avrebbe detto.
<< Come non hai capito? >> disse il “Paladino della grammatica”, << dovresti conoscere il latino, visto che la lingua italiana deriva proprio dal latino.

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Hanno detto che non possiamo passare. >>

<< Quindi come facciamo a travestirci da numeri se non ci fanno passare >> chiese il punto esclamativo. << Dobbiamo creare un diversivo, poi li catturiamo, li leghiamo e rubiamo loro i vestiti >> disse il “Paladino della grammatica”.
<< E che diversivo? come facciamo a distrarre i primi due numeri romani che sono l’eccellenza dei numeri? >>

<< Mmmmmm …… >> al “Paladino della grammatica” non è accaduto nessun’idea per il diversivo << E se gli lanciassimo una sfida? >>
<< Che tipo di sfida? >>
<< Non così un indovinello e se perdono ci devono dare i loro vestiti …

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così noi ci travestiamo da numeri e possiamo passare >>
II “Paladino della grammatica” e il punto esclamativo proposero la sfida ai numeri romani, che accettarono, perché erano convinti di vincere.
L’indovinello era questo …… << Più
numeri neri è più pulito, più è bianco più è sporca, cos’è? >> I numeri romani pensarono per qualche minuto, ma poiché erano furbi riuscirono a risolvere l’indovinello e risposero con aria fiera << È la lavagna! >>
I nostri imbarazzati per aver perso quella sfida, ripreso a pensare a come entrare nel quaderno di matematica senza sottoporsi al controllo dei perfidi numeri.

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Dovevano sbrigarsi perché il tempo scorreva velocemente. Pensarono di chiedere aiuto all ‘alfabeto, infatti le lettere potevano benissimo passare inosservate nel quaderno di matematica. X e Y entrarono per prime, riuscirono a passare al controllo dei numeri romani e andarono subito dalle operazioni ….

… .E per convincere un patto: le operazioni e le lettere dell’alfabeto assistito dai segni di punteggiatura perché senza di loro niente hanno avuto più significato. Dopo un lungo dibattito dove ognuno continuerà a mantenere il proprio punto di vista, i nostri paladini partirono per ritornare da Matteo, il quale appena li …

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… Fu davvero felice di aver ritrovato i suoi amici, finalmente tutto sarebbe stato più semplice e avrebbe potuto capire quei testi incomprensibili. Ma, come al solito, quando pensi che le cose stiano andando per il verso giusto ecco che succede qualcosa che …

Matteo vide sul quaderno questa confusione, i numeri litigavano con le lettere, i punti si accapigliavano con tutti..Insomma non si capiva niente! Anche la maestra, poverina si avvicina al banco di Matteo e dà una sbirciatina al suo quaderno non riuscito a raccapezzarsi. In quel quaderno regnava la completa anarchia. La poverina era sull’orlo di una crisi nervosa …  

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Matteo intimorito aspetta il rimborso dell’urlo bestiale che ha fatto fatto la maestra. Il tempo sembrò essersi fermato …

Allora i punti capirono che dovevano trovare il modo di metterci finalmente d’accordo, così non si può continuare … problemi ecco squillare la campanella.Matteo chiuse con uno scatto sul quaderno ei punti che erano rimasti intrappolati, incominciarono a invadere tutta la pagina seminando il caos, nel testo di un problema erano presenti: moltiplicazioni, sottrazioni, divisioni, lettere, virgole, punti interrogativi , punti fermi ed esclamativi.

 

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A questo punto non si otterrà più un capo di niente le virgole inseguivano i numeri che di conseguiranno diventeranno numeri decimali, il punto interrogativo prese il posto del segno uguale, il punto e virgola … insomma era un bel pasticcio. Matteo capì che il problema era ormai compromesso. Ma poi …

Quel piccolo punto esclamativo era riuscito da solo a creare una PANDEMIA e bloccare una grammatica intera, ma non poteva finire così, tutto doveva andare bene.
Matteo chiese aiuto ai compagni, chiedendo loro di restare nei propri banchi per evitare il contagio degli altri quaderni. In questo modo riuscì ad isolare il punto esclamativo ea renderlo innocuo.
Come d’incanto tutto tornò alla normalità: i segni di punteggiatura tornarono nei libri di grammatica

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Finalmente tutto era finito! Matteo tirò un sospiro di sollievo.Tutto era tornato alla normalità! Insieme ce l’avevano fatta !!!

 

FINI

Questo racconto è nato da un piccolo punto: il “coronavirus” .Nei giorni della pandemia quando non si è intravvedeva uno spiraglio di luce, mi sono spesso chiesta come trovare il modo per spiegare ai miei “bambini” quello che ci sono accaduto e per aiutarli a superare questo difficile momento li ho   esortati a parlare dei momenti “non belli” che hanno vissuto. Mi sono subito resa conto che erano spaventati e non riuscivano ad esternare le loro paure:  Chiedevano aiuto. Era passato il momento dell’euforia “Che bello non si va a scuola! Niente compiti”! Inizia a sentire la mancanza dei loro compagni, delle maestre, della quotidianità.

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Per sdrammatizzare e per tariffa in modo che i ragazzi restassero in contatto e che il gruppo classe continuasse a essere ben saldo lanciai l’idea di una staffetta di scrittura creativa online che fu accolta, devo dire la verità, con molto entusiasmo. incipit: “C’era una volta un punto chiamato” covid 19 “.Non so perchè, ma il comando non fu recepito, seppure inconsciamente i miei alunni non riescono a parlare apertamente di quello che c’è succedendo.Comunque   è incluso fuori un testo meraviglioso, come meravigliosi sono i miei bambini! Eh! Si! Permettetemi di chiamarvi così ancora per una volta.

Con affetto la maestra Lucia.

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