Marco
Ciao a tutti, sono Marco e oggi compio 11 anni.
Quest’ultimo anno è stato davvero importante per me e per i miei amici. Sono successe tante cose, belle e brutte, che mi hanno aiutato a crescere e soprattutto a capire che cos’è la vera amicizia.

Alex
Io sono Alex e Marco è il mio migliore amico. Credevo che gli avrei sempre raccontato tutto di me senza problemi, o forse credevo che non avrei mai avuto problemi. Invece mi sono ritrovato con un problema bello grosso…

Marco
Tutto iniziò un anno fa: era il giorno del mio decimo compleanno e avevo invitato tutti i miei amici e ovviamente anche Alex, il mio migliore amico, ma… non era ancora arrivato ed eravamo quasi alla torta. Spensi le candeline, aprii i regali e, per la prima volta, Alex non c’era.



Alex
Avrei voluto comprare un bel regalo a Marco per il suo compleanno ma ciò che avevo in mente costava troppo e la mamma mi disse che non avremmo potuto permettercelo perché papà era stato licenziato dalla ditta. E finché non avesse trovato un altro lavoro, la mia famiglia ed io avremmo dovuto cambiare alcune delle nostre abitudini e usare il denaro solo per le cose necessarie… e un regalo costoso certo non rientrava in quelle cose. Provai a cercare qualcosa che costasse meno, ma niente! Allora decisi di non andarci…

Marco
Arrivò il primo giorno di scuola. Finalmente lo rividi ma… qualcosa in lui era cambiato: era serio, taciturno e, ad ogni mia proposta, vago e insicuro. Si comportava proprio come se ce l’avesse con me.



Alex
La scuola stava per cominciare e non sapevo se essere triste o felice. Ogni giorno dovevo rinunciare a qualcosa. Niente zaino nuovo, solo quaderni e diario, niente corso di nuoto, cinema…
Arrivò il primo giorno di scuola. In classe guardavo con invidia i compagni che facevano bella mostra di zaini sgargianti, astucci nuovi e merendine di marca… io nel mio zainetto sbiadito, avevo un panino con la marmellata della nonna, avvolto in una busta della pasta, e non avevo il coraggio di tirarlo fuori. Ero diverso ormai e i compagni presto se ne sarebbero accorti e mi avrebbero preso in giro, per sempre.

Marco
Un giorno chiesi alla mamma di accompagnarmi a casa di Alex per cercare di capire cosa gli stesse succedendo. A parte il solito silenzio di Alex, tutto in casa sua era come prima. Di strano notai però la presenza del papà a casa nel pomeriggio e, osservando bene, mi accorsi che mancavano il televisore gigante, di cui Alex mi aveva parlato, e lo scaffale con le conchiglie raccolte durante le vacanze… Ero perplesso. Avrei voluto dire ad Alex che mi aveva raccontato delle bugie e chiedergli se non volesse più essere mio amico, ma rimasi zitto.



Marco
Il mistero diventava sempre più fitto… addirittura qualche giorno più tardi a scuola, a mensa, Alex cominciò a portarsi il pranzo da casa, dicendo di essere diventato allergico. Nessuno di noi porta il pranzo da casa! E non si diventa allergici da un giorno all’altro!?



Alex
Dovevo tenere ben nascosto il mio segreto, pensavo. Presto tutto sarebbe tornato normale. Lo aveva detto papà. Ma capii che sarebbe stato difficile… Una mattina la maestra Anna chiese ad ognuno di noi di portare in classe un libro con cui formare una biblioteca. Sapevo che la mamma non mi avrebbe consentito di comprarne uno nuovo e così chiesi di nascosto dei soldi alla nonna; mio fratello Roberto, che ha 14 anni, mi fece capire, mio malgrado, che ero stato uno sciocco e che avremmo dovuto farci bastare solo quello che avevamo. Non andava bene affatto: non volevo essere povero!



Marco
Solo qualche giorno più tardi venni a sapere che il papà di Alex era stato licenziato e, per questo, Alex era diventato povero. Tutta la sua famiglia era diventata povera. Sapevo che nel mondo ci sono i poveri ma me li immaginavo come straccioni e mendicanti. Li pensavo poi lontani, dall’altro capo del mondo.






Marco
Eravamo ormai a dicembre e pensavamo già ai regali di Natale. Ognuno stava compilando la sua lista, con i videogiochi e i giocattoli più strabilianti. Alex era il solo che non partecipava alle nostre liste di regali. Decisi allora che gli avrei fatto io un regalo quest’anno. Gli comprai una penna con i colori della mia squadra (non era un granché come regalo, ma era pur sempre qualcosa) e un libro fantastico, pareva scritto apposta per lui.



Alex
Il giorno di Natale andammo a pranzo dai nonni. In regalo ebbi vestiti, una lampada per la scrivania e una scatola di tempere. Niente di tutto quello che avevo messo nella lista. Alla fine del pranzo papà ci riservò una sorpresa: aveva trovato un nuovo lavoro! Mi sentii per un attimo tanto felice… poi papà aggiunse che sarebbe andato a lavorare in un altro paese e che si sarebbe dovuto separare da noi. Così se ne andava. Per lavoro.

Marco
Ritornati a scuola, consegnai ad Alex il mio regalo. Non se lo aspettava. Alex strappò la carta, vide il libro, la penna e mi guardò con un’espressione strana. Poi spinse il libro, ancora mezzo avvolto nella carta, verso di me e si voltò arrabbiato dall’altra parte. Sulla copertina del libro avevo attaccato una banconota da dieci euro, così avrebbe potuto comprare il biglietto del cinema. Era da tempo che non ci andavamo insieme. Mi era sembrata una buona idea. Ma quando vidi la sua faccia capii di aver sbagliato, di averlo offeso sul serio.





Alex
Da quando si era messo in testa di farmi l’elemosina con Marco non parlavo più. Sempre più spesso inventavo qualche malessere per non andare a scuola, per non incontrare i miei compagni e sentire i loro commenti. Mi prendevano in giro: parlottavano, mi guardavano e ridevano.



Alex
Il pomeriggio restavo in camera mia ad ascoltare la musica e a fantasticare. Avevo inventato un pianeta tutto per me, dove non c’erano i soldi.

Marco
Alex mi mancava. Era domenica mattina e scesi con una scusa al giardinetto. Non c’era nessuno, solo le panchine e la vecchia altalena. Avevo giocato tante volte su quell’altalena con Alex, io seduto di qua e lui di là. Ripensandoci, le lacrime cominciarono a scorrere, silenziosamente.



Alex
Passarono un po’ di giorni e la situazione non cambiava. La sera ci mettevamo tutti intorno al computer per parlare con papà che ci raccontava di quella città lontana, del suo lavoro e della sua vita. Io temevo che non sarebbe più tornato… ma il fine settimana papà arrivò e fui felice. Mi portò un regalo: un trenino con la locomotiva verde e i vagoni rossi e blu, tutto di legno; l’aveva costruito per me alla sera, per non sentirsi troppo solo. E ora lo donava a me perché ricordassi quanto lui mi voleva bene. Quel trenino era davvero speciale! E qualcosa in me era cambiato…



Alex
Il sabato successivo decisi di andare alla casa di Marco, per trascorrere dopo tanto tempo una serata in compagnia dei miei amici… fu una bella serata, proprio divertente, come se gli ultimi mesi non fossero mai esistiti… ed io e Marco finalmente facemmo pace, scusandoci a vicenda per le offese fatte e subite e per la mancanza di fiducia che aveva condizionato la nostra amicizia. Non dovrà capitare mai più!



Marco
Oggi è il mio 11esimo compleanno e sono felice. Alex è venuto alla mia festa, anche se ormai si è trasferito con il papà in un’altra città e in un’altra scuola. Ma oggi è qui per me e mi ha portato un regalo originale, uno che non si compra. Su un foglio ha scritto tutte le cose che mi piace fare, e sull’altra facciata tutte quelle che detesta. Insomma un promemoria dei sogni, perché, col passare del tempo, io non possa dimenticarli! Così come non dimenticherò mai il mio amico speciale, Alex.











Published: Mar 30, 2019
Latest Revision: Apr 13, 2019
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