RIFORMA PROTESTANTE E CONCILIO DI TRENTO

by SABRINA RAMPAZZO

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RIFORMA PROTESTANTE E CONCILIO DI TRENTO

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May 2020
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5

CAUSE DELLA RIFORMA PROTESTANTE 

In più circostanze era stato chiesto alla chiesa cattolica un concilio ecumenico per riorganizzare le cose ma la chiesa rimandò sempre fino a che non divenne assolutamente necessario. La riforma fu fatta anche in risposta a questa esigenza.
La riforma protestante non si afferma improvvisamente, tra i suoi prosecutori si possono riconoscere:
•    San Francesco e in generale tutti i movimenti pauperistici.
•    Luigi pulci che scrive un poema cavalleresco in cui contrasta (il Morgante) la Chiesa, grazie alla protezione di Lorenzo il magnifico.
•     Jean Hus, un sacerdote boemo che critica le gerarchie ecclesiastiche dicendo che non rispecchiano le idee di Dio.
•    Paolo Giustiniani e Pietro Quirini, due veneziani che affermano nel Libellus ad Leonem X che tutti gli ecclesiastici di Venezia dovevano essere giudicati da tribunali laicie non da corti ecclesiastiche.
Tutto ciò precedette Lutero o gli fu contemporaneo. Lutero si distingue dai suoi precedenti perché rimette in discussione anche i dogmi della fede e non solo le gerarchie ecclesiastiche.

1

LUTERO

Martin Lutero nacque il 10 novembre 1483 ad Eisleben. Nel 1501 inizio gli studi a Erfurt nella Turingia dove conseguì, nel 1505, l’esame di magistero per poi studiare giurisprudenza. Già molto presto il giovane studente viveva nella paura per la salvezza della propria anima nel Giudizio universale.

 

 

 

 

 

2

LE 95 TESI DI MARTIN LUTERO

Il 31 ottobre del 1517 Martin Lutero, monaco agostiniano e da tre anni professore di teologia all’università di Wittenberg (in Turingia), affisse sulla porta della chiesa del castello di questa città un documento con 95 tesi in cui criticava la prassi della vendita delle indulgenze e il ruolo delle autorità ecclesiastiche, in particolare del Papa. L’affissione di un tale documento avvenne di solito in vista di una pubblica assemblea in cui Lutero avrebbe difeso le proprie affermazioni, una prassi allora costume corrente nei centri universitari.

Alcuni storici sostengono invece che le 95 tesi furono inviate, in quel giorno, ai vescovi interessati e che furono diffuse solo dopo la mancata risposta dei vescovi. Comunque sia, non ci sono prove certe né per l’una né per l’altra versione dei fatti. Il 31 ottobre 1517 è, in ogni caso, ritenuto l’inizio della riforma protestante che avrebbe cambiato la faccia dell’Europa nei secoli a venire.

 

 

 

 

3

IMPORTANZA 95 TESI

Molte delle 95 tesi possono sembrare dei cavilli teologici, ma la forza dirompente che ebbe questo documento sta soprattutto nei passaggi in cui Lutero nega al Papa e ai sacerdoti un ruolo di intermediazione tra i fedeli e Dio, e nelle tesi con cui negò loro di concedere ciò che, secondo Lutero, solo Dio poteva concedere (p.e. il perdono dei peccati commessi).

 

 

ALCUNE DELLE 95 TESI:

1. Il Signore e maestro nostro Gesù Cristo dicendo: “Fate penitenza ecc.” volle che tutta la vita dei fedeli fosse una penitenza.

 

44. Poiché la carità cresce con le opere di carità e fa l’uomo migliore, mentre con le indulgenze non diventa migliore ma solo più libero dalla pena.

 

95. E così confidino di entrare in cielo piuttosto attraverso molte tribolazioni che per la sicurezza della pace.

 

 

4

LA VENDITA DELLE INDULGENZE

Le 95 tesi (l’originale è in latino) riguardano soprattutto la vendita delle indulgenze, il ruolo e i poteri del Papa e il rapporto tra il credente e Dio. La vendita delle indulgenze era praticata dalla Chiesa di Roma per finanziare la costruzione della Basilica di San Pietro. I fedeli desiderosi di purificarsi potevano comprarsi, a seconda delle loro possibilità economiche, la remissione totale o parziale dinanzi a Dio dei loro peccati. Questa remissione poteva essere comprata sia per i vivi che per i defunti. In realtà, questa pratica diede luogo a ogni genere di abusi, di ricatti morali e di corruzione. E oltre alla chiesa di Roma, erano alla fine soprattutto i Fugger, i ricchissimi banchieri di Augsburg, a guadagnare dalle ingenti somme di denaro raccolte in questa maniera. La ribellione contro questa pratica costituì uno dei punti di partenza di Martin Lutero per chiedere riforme e, quando non furono concesse, per rompere definitivamente con la chiesa di Roma.

Dato che nel ‘500 religione e potere politico erano fortemente intrecciate, la spaccatura religiosa e la reazione della chiesa di Roma portarono inevitabilmente anche a una spaccatura politica profonda e molto dolorosa, con più di una guerra tra le opposte fazioni che spesso usavano la religione solo per portare avanti scopi ben più “terreni”.

5

LA RIFORMA PROTESTANTE E LA SUA DIFFUSIONE IN EUROPA

SUBITO DOPO LA PREDICAZIONE DI LUTERO E LA ROTTURA CON LA CHIESA DI ROMA, IL VENTO DELLA RIFORMA SI DIFFUSE IN MOLTI PAESI EUROPEI, QUALI LA DANIMARCA, LA SVEZIA, LA NORVEGIA EI PAESI BASSI, DOVE LA NUOVA FEDE VENNE ABBRACCI SAGLI

A ZURIGO EBBERO LARGA DIFFUSIONE LE IDEE DI HULDRYCH ZWINGLI, IL QUALE MIRAVA AL RITORNO AL MESSAGGIO ORIGINARIO DI CRISTO, SENZA LA MEDIAZIONE DELLA CHIESA. A GINEVRA LA RIFORMA ATTECCHÌ GRAZIE ALL’OPERA DI UN ALTRO PREDICATORE, GIOVANNI CALVINO CHE RITENEVA CHE DIO DECIDE MISTERIOSAMENTE E LIBERAMENTE CHI SALVARE E CHI CONDANNARE). IN INGHILTERRA IL RE ENRICO VIII NELLA LOTTA TRA CATTOLICI E PROTESTANTI INIZIALMENTE SI ERA SCHIERATO CON I CATTOLICI, MA SUCCESSIVAMENTE QUANDO IL PAPA RIFIUTÒ LA SUA DOMANDA DI DIVORZIO, INDUSSE IL PARLAMENTO E APPROVARE L’ALTA DI REZE BENE PROCLAMATO CAPO SUPREMO DELLA CHIESA D’INGHILTERRA E SCIOLTO DA OGNI VINCOLO DI OBBEDIENZA VERSO IL PAPA. 

IN ITALIA E SPAGNA LA RIFORMA EBBE POCO SUCCESSO.

LA POPOLAZIONE RESTÒ FEDELE AL CATTOLICESIMO GRAZIE A UN VIVACE E INTENSO MOVIMENTO SPIRITUALE DI RINNOVAMENTO DELLA CHIESA.

6

LA CONTRORIFORMA

Il termine Controriforma definisce la trasformazione che la Chiesa cattolica visse lungo l’arco dei secoli 16° e 17°. Sorto in risposta alla Riforma protestante e alla diffusione delle nuove dottrine teologiche, questo processo assunse via via la dimensione di un programma di rinnovamento e riorganizzazione della Chiesa nel suo complesso. La volontà di esercitare un ruolo di controllo sulla diffusione dell’eresia si concretizzò nella creazione di alcune istituzioni come il tribunale dell’Inquisizione (1542), incaricato di giudicare le convinzioni religiose dei fedeli, o l’Indice dei libri proibiti (1559), cioè l’elenco dei testi considerati eretici e che non era lecito leggere o possedere.

 

7

CONCILIO DI TRENTO

Dopo la morte di Clemente VII, fu eletto papa Alessandro Farnese con il nome di Paolo III; quest’ultimo discendeva da una potente famiglia della nobiltà laziale, ed era entrato nella vita ecclesiastica con lo scopo di fare carriera politica quando aveva già 3 figli. Paolo III, quindi, rappresentava quel tipo di chiesa che Lutero voleva abbattere e riformare. Nonostante ciò, Paolo III fu all’altezza delle aspettative e, nel 1535, annunciò la prossima apertura del concilio.
L’apertura del concilio fu comunque rinviata per sei volte: in primo luogo per lo stato di guerra esistente tra la Francia e l’impero, in secondo luogo perché il papa cominciava ad esitare di fronte ad un avvenimento che gli sarebbe potuto sfuggire di mano facilmente. Inoltre il papa dimostrò di essere, come gli altri papi del tempo, interessato ad ampliare il potere temporale per sé e per i suoi familiari.

 

SCOPO DEL CONCILIO DI TRENTO

 

La nascita dei “Gesuiti”. Mentre il concilio continuava ad essere rinviato, i cattolici continuavano a mandare sollecitazioni di rinnovamento, quali il ritorno ad una rigida applicazione della regola  degli ordini esistenti e la nascita di nuovi ordini religiosi.
Nacquero gli ordini dei teatini,dei cappuccini (nuovo ramo dei francescani) e dei gesuiti.
La compagnia di Gesù, fondata nel 1540 da Ignazio di Loyola, differiva dagli altri ordini poiché il suo scopo non era la contemplazione o la preghiera, ma bensì la lotta contro l’eresia e la difesa della chiesa tradizionale. La compagnia di Gesù, che faceva voto di castità, povertà e obbedienza ai superiori, divenne uno strumento di lotta contro l’eresia.

 

8

IL CONCILIO DI TRENTO E LA CONTRORIFORMA

Il problema del concilio e i suoi continui rinvii
Prima che iniziassero le polemiche sulle tesi di Lutero, esistevano già dei piccoli gruppi di laici ed ecclesiastici che sentivano la necessità di riformare la chiesa; tuttavia, tale esigenza non riuscì a concretizzarsi.
Vi era, poi, la corrente degli umanisti, i quali prendevano a modello Erasmo da Rotterdam ma la loro riforma era molto lontana da quella di Lutero, poiché non metteva in discussione né il primato del papa né i dogma cristiani.

I luterani chiedevano con insistenza la convocazione di un concilio ecumenico, appoggiati, oltretutto, da Carlo V, il quale era favorevole al dialogo per evitare la rottura religiosa della Germania e per rafforzare la sua immagine di protettore dell’unità ecclesiastica; tuttavia, quanto più richiedevano il concilio, tanto meno il papa Clemente VII lo concedeva, anzi, riuscì a rinviarlo fino alla sua morte (1534).

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