LA RIFORMA PROTESTANTE E CONCILIO DI TRENTO by Angela Casarotto - Illustrated by Angela Casarotto - Ourboox.com
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LA RIFORMA PROTESTANTE E CONCILIO DI TRENTO

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Artwork: Angela Casarotto

  • Joined May 2020
  • Published Books 1

LA RIFORMA PROTESTANTE E LA CONTRORIFORMA

1)Cause della riforma protestante

 Il Rinascimento rivoluzionò tutti i campi della scienza e delle arti. In questo periodo operarono alcuni tra i più grandi artisti e studiosi della storia.Si modificò soprattutto la concezione della natura e dell’uomo nuova e diversa rispetto al Medioevo,inoltre vi fu una riscoperta della cultura greca e romana.
Le principali cause che portarono allo scisma protestante furono:
-la decadenza morale della Chiesa;
-la corruzione della Chiesa di Roma;
-costi enormi della Chiesa e
-la vendita delle indulgenze.

 

 

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2)Martin Lutero

Martin Lutero:fondatore della Riforma Luterana.
Martin Lutero nacque il 10 novembre 1483 ad Eisleben ed è morto nel febbraio del 1546, da una famiglia di contadini, completò gli studi laureandosi in teologia e formandosi sulle letture di San Paolo e Sant’Agostino.
Nato e cresciuto in un tempo e in luogo in cui a dominare era ancora una religiosità medievale, cupa e rigida, basata principalmente sui comandamenti divini e sulla conseguente paura del peccato e della dannazione eterna, Martin Lutero da un certo momento in poi sentì crescere dentro di sé una crisi interiore mista a un senso di inadeguatezza per il ruolo di insegnante di teologia che da qualche anno ricopriva all’Università di Wittenberg.
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2)Martin Lutero

La giustizia divina, al dunque, non andava intesa come giudizio e punizione ma come dono della grazia offerto al peccatore, il quale doveva essere in grado di riconoscere la propria indegnità e affidarsi alla misericordia di Cristo. L’onnipotente, e lui solo, ci avrebbe concesso la Grazia e la Salvezza giustificandoci. È questo il punto centrale di tutta la dottrina luterana: Lutero infatti per «giustificare» intende il senso letterale del termine (iustum facere): essere resi giusti, visto che per natura siamo ingiusti e nasciamo con il peccato originale. Tematiche che avrebbe poi ampliato nel suo De servo arbitrio, nel 1525.
Alla luce di questa scoperta luterana, tutta la Sacra Scrittura acquistava un nuovo significato. Ora doveva essere letta e spiegata senza tenere alcun conto delle interpretazioni ufficiali precedenti. «Sola scriptura» era diventato ora il principio luterano, il che si aggiungeva a «Sola fide» («con la sola Scrittura e con la sola Fede») poiché sosteneva: un semplice laico armato della Bibbia deve essere creduto più del Papa o del Concilio che ne siano privi.
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2)La Riforma Protestante

Lutero nella sua religione,affermava che l’uomo era in grado di salvarsi solo grazie alla sua fede e non alle sue azioni.Lutero sosteneva che non solo le azioni rituali ma anche quelle morali non avevano importanza ai fini della salvezza.Esse erano sempre imperfette e solo l’infinito amore di Dio per gli uomini può garantire la salvezza.Per questo unicamente la fede nella potenza e nell’amore di Dio può salvarci.
Lutero,inoltre ridusse i sacramenti da sette a due,mantenne il battesimo e l’eucarestia,rimosse la riconciliazione,l’ordinazione sacerdotale,la cresima, l’estrema unzione e il matrimonio.Propose di eliminare questi sacramenti perché secondo lui non sarebbero stati esplicitamente istituiti da Gesù nei vangeli,ma anche perché erano in contraddizione con la sua dottrina di centralità della fede per la salvezza.
Aveva interpretato le Sacre Scritture in modo autentico,secondo lui ogni singolo fedele avrebbe dovuto accedervi non solo i membri del clero (sacerdozio universale).Lutero condannò qualsiasi tipo di devozione alla madonna e ai santi:solo Dio è degno di culto.
I capisaldi della dottrina luterana:
-L’uomo compie azioni pie poiché è giustificato: non è giustificato a causa delle sue azioni pie.
-Sufficienza delle Sacre Scritture: per comprendere le Sacre Scritture non occorre la mediazione di concili o di papi; ciò che è necessario e sufficiente è la grazia divina.
-Sacerdozio universale: per ricevere la grazia divina non occorre la mediazione di un clero istituzionalizzato. Il cristiano cerca di vivere assieme ai fratelli nel corpo mistico di Cristo, che è la Chiesa invisibile, attraverso l’attiva partecipazione nella chiesa visibile.
-Negazione dell’infallibilità papale e del ruolo del papa come successore di San Pietro e capo temporale.
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3)Le 95 tesi di Martin Lutero e la Riforma Protestante

Le 95 tesi di Lutero
Le 95 tesi riguardano soprattutto la vendita delle indulgenze, il ruolo e i poteri del Papa e il rapporto tra il credente e Dio.E oltre alla chiesa di Roma, erano alla fine soprattutto i Fugger, i ricchissimi banchieri di Augsburg, a guadagnare dalle ingenti somme di denaro raccolte in questa maniera.
Molte delle 95 tesi possono sembrare dei cavilli teologici, ma la forza dirompente che ebbe questo documento sta soprattutto nei passaggi in cui Lutero nega al Papa e ai sacerdoti un ruolo di intermediazione tra i fedeli e Dio, e nelle tesi con cui negò loro di concedere ciò che, secondo Lutero, solo Dio poteva concedere.
Alcune delle tesi (1-2-3-4)
1. Il Signore e maestro nostro Gesù Cristo dicendo: “Fate penitenza ecc.” volle che tutta la vita dei fedeli fosse una penitenza.
2. Questa parola non può intendersi nel senso di penitenza sacramentale (cioè confessione e soddisfazione, che si celebra per il ministero dei sacerdoti).
3. Non intende però solo la penitenza interiore, anzi quella interiore è nulla se non produce esteriormente varie mortificazioni della carne.
4. Rimane cioè l’espiazione sin che rimane l’odio di sé (che è la vera penitenza interiore), cioè sino all’ingresso nel regno dei cieli.
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4)La riforma protestante e la sua diffusione in Europa

In Italia

La riforma in Italia fu altrettanto presente come negli altri stati europei, ma qui ebbe particolari caratteristiche.Si affermò nelle classi più colte,imbevute dello spirito umanistico e laico del Rinascimento, che vedevano nella riforma, soprattutto legata a Calvino, un’affermazione della classe borghese rispetto al tradizionalismo della Chiesa romana.

La Dottrina di Calvino

Giovanni Calvino
La dottrina calvinista era guidata dal francese Giovanni Calvino (15091564) a Ginevra.Calvino riprese la dottrina luterana  secondo la quale la salvezza dell’uomo deriva esclusivamente da Dio,sostenendo però che Dio ha stabilito fin dall’inizio dei tempi chi si salverà e chi no.Questa dottrina viene chiamata predestinazione.Secondo Giovanni Calvino la fede non si manifesta solo con la fede interiore,ma anche con un comportamento moralmente e socialmente corretto.Per Calvino coloro che sono stati scelti da Dio sono persone che rispettano le credenziali della Bibbia e che hanno una vita laboriosa e ordinata.
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La Chiesa anglicana

Enrico VIII d’Inghilterra
La Chiesa d’Inghilterra o Chiesa anglicana può essere considerata una chiesa riformata,non nacque per affermare una nuova dottrina,bensì per motivi politici. Il re d’Inghilterra Enrico VIII si fece proclamare,nel 1534,capo della Chiesa d’Inghilterra,rifiutando l’autorità del papa.Enrico fece ciò per divorziare dalla moglie Caterina d’Aragona,cosa che il papa non gli aveva concesso,e per poter incamerare i beni della chiesa in Inghilterra.Dal punto di vista della dottrina,la Chiesa non presentava particolari differenze rispetto a quella Cattolica.Solo successivamente questa chiesa introdusse alcune novità.

Gli Anabattisti

Gli anabattisti non possedevano un “capo”o fondatore della loro religione predicavano prendendo spunto da Lutero e Calvino.Anabattisti significava ribattezzati.La caratteristica di queste comunità era di concedere il battesimo solo agli adulti,perché solo un adulto può avere una fede autentica.Inoltre,gli anabattisti sostenevano una netta separazione tra Chiesa e Stato e la piena tolleranza di ogni forma di culto di Gesù e delle prime comunità cristiane.Gli anabattisti rifiutavano di usare la violenza anche quando venivano aggrediti.
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5)La Controriforma

I lanzichenecchi e la fuga del papa

Le mire espansionistiche della Spagna di Carlo V avevano impiegato poco tempo a raggiungere la penisola italiana dove, una folta e agguerrita truppa di mercenari reclutati in Germania, che si facevano chiamare lanzichenecchi, entrò nella città eterna senza incontrare alcuna resistenza. Giunti a Roma, posero l’urbe sotto assedio e la saccheggiarono mentre il pontefice trovava rifugio a Castel Sant’Angelo dove vi rimase diversi mesi, prigioniero di sé stesso.

Il sacco di Roma del 1527

Le ragioni che indussero i mercenari germanici ad abbandonarsi a un così barbaro saccheggio e per così lungo tempo, cioè per circa un anno, risiedevano soprattutto nell’acceso odio che la maggior parte di essi, luterani, nutrivano per la Chiesa. Inoltre, a quei tempi i soldati venivano pagati ogni cinque giorni, cioè per “cinquine”. Quando però il comandante delle truppe non disponeva di denaro sufficiente per la retribuzione delle soldatesche, autorizzava il cosiddetto “sacco” della città, che non durava, in genere, più di una giornata. Il tempo sufficiente, cioè, affinché la truppa si rifacesse della mancata retribuzione.Nel caso specifico, i lanzichenecchi non solo erano rimasti senza paga, ma erano rimasti anche senza il comandante, rimasto vittima sul campo, pare per mano dell’artista Benvenuto Cellini. Senza paga, senza comandante e senza ordini, in preda ad un’avversione rabbiosa per il cattolicesimo, fu facile per la soldataglia abbandonarsi al saccheggio per un così lungo tempo. L’episodio fu poi usato come propaganda imperiale facendolo risultare come un giudizio di Dio sulla Chiesa corrotta.
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La risposta della chiesa

Di fronte a una così grande tragedia patita e agli innumerevoli cambiamenti in corso, il mondo cattolico fu investito da un moto di rinnovamento interno che nel corso del Cinquecento avrebbe portato a un esame di coscienza e a una sorta di ritorno ad una vita religiosa più vicina all’insegnamento di Cristo e degli apostoli. Questa riorganizzazione, dottrinale e politica, prese il nome di Controriforma (oppure Riforma Cattolica), proprio perché nata anche, se non soprattutto, come netta risposta alla Riforma protestante di Martin Lutero. 

La lotta contro l’eresia

Contemporaneamente, la Controriforma lottò contro l’eresia, non soltanto attraverso un’opera polemica in difesa dei propri principi, ma soffocando con mezzi repressivi ogni focolaio di protesta nei paesi cattolici. Quest’opera fu in particolare modo affidata all’Inquisizione, meglio conosciuta come la Congregazione per la dottrina della fede, incaricata di giudicare le convinzioni religiose dei fedeli, che tra le tante vittime conterà pure Giordano Bruno e Galileo Galilei. Accusata talvolta per l’eccessiva crudeltà delle sentenze, si pensò di avviare un’attività di prevenzione che si esplicò soprattutto nel campo librario con l’istituzione dell’Indice dei libri proibiti, cioè l’elenco dei testi considerati eretici e che non era lecito leggere o possedere.
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6)Il Concilio di Trento

La Chiesa cattolica,di fronte alla diffusione della Riforma,in principio rimase incerta e divisa.Alcuni cattolici ritenevano necessario accogliere alcune idee di rinnovamento e cercare di arrivare ad un accordo con i riformati.Altri,più intransigenti ,rifiutavano qualsiasi ipotesi di compromesso sui princìpi del cattolicesimo.Furono quest’ultimi a prevaler e ha imporre le proprie tesi al Concilio di Trento (1542-1563),ce in origine era stato convocato per raggiungere un accordo.
Il concilio di Trento benché fosse stato convocato nel 1542,dopo numerosi rinvii,venne effettivamente aperto da papa Paolo III nel 1545.Chiuse i suoi lavori quasi vent’anni dopo a causa delle molte interruzioni e dei trasferimenti di sede. Alla fine del concilio la Chiesa cattolica ribadì tutti i princìpi fondamentali della sua dottrina:la validità dei sette sacramenti,la necessità della Chiesa e delle opere per il raggiungimento della salvezza,la struttura monarchica,cioè il primato del papa, e gerarchica della Chiesa,la distinzione netta tra sacerdoti e laici,il colto della Vergine Maria e dei santi.Se le Chiese protestanti erano austere e spoglie,in nome della semplicità,le cerimonie,gli arredi,le decorazioni degli edifici religiosi cattolici divennero ancora più maestosi che in passato,per simboleggiare la grandezza e la solennità della Chiesa cattolica.
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