un SUPER viaggio

by leonardo

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un SUPER viaggio

  • Joined May 2017
  • Published Books 2

prologo

Iniziò tutto così…era una brutta giornata di primavera e nel 3025, non era molto probabile che piovesse e ecco perché ero molto felice. Stavo andando alla scuola di NewRosà che è una cittadina molto grande.

Noi  abitiamo in una casa enorme con apparecchiature moderne tipo telefoni di vetro, televisori olografici e navi spaziali all’ultima moda. Viviamo ogni giorno uguale perché nel futuro le giornate sono molto monotone. infatti la mia giornata era sempre uguale: mi sveglio,mangio,vado a scuola,torno e mi addormento si voi penserete che scatole in vece non è così  . però io devo andare via dalla terra . E  dovrò dare e la brutta notizia ai miei compagni le la devo dare io .”parto mio padre non può più restare qui lo cercano e se lui va via anche noi dobbiamo andarcene  è la legge non vi ricordate”.

quindi siamo io Leonardo torresin vice comandante mio padre comandante di prim’ordine e mio fratello e mia madre .La nave bianca con vetri rinforzati viola con interni anni 70 e divanetto , sarà pure anni 70 ma le tecnologie sono moderne più che moderne GPS lunare iper velocità con motore anti raffreddamento glaciale be e non parliamo delle armi di difesa  Wow mancava poco al’ lancio e io ero nervosissimo all’ultimo secondo mi ricordai che mi ero dimenticato il telefono come farei a vivere senza mi pensavo nella testa allora feci una corsa velocissima verso casa presi il telefono e corsi dentro wow per un pelo mi sentivo mi sentivo strano .O no non c’è internet .  Il viaggio è stato noioso infatti  non C’ERA INTERNET eravamo stanchi e molto affamati infatti mio fratello si era dimenticato il cibo però mancava poco a Saturno per fortuna  ma. Quasi arrivati un grosso meteorite fiammegiante ci colpì diretti mio papà preso in crisi ci fece smontare tutti nelle capsule tranne lui perché uno doveva sacrificarsi per far evacuare. Io durante il viaggio mi misi a piangere e la capsula per un problema mi cambiò rotta solo a me però.

Dopo tanto tempo di viaggio la capsula si fermò e mi fece sbarcare in un pianeta.

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CAPITOLO 1

 

atterrato sul pianeta sento il monitor che dice “il pianeta a aria respirabile apertura portone”,una volta che il portone fu aperto potei vedere il pianeta. vi dico la verità appena aperto avevo una paura bestiale, il cuore batteva a mille, sudavo come una fontana, Ma una volta aperto il battito rallentò perché il paesaggio era bellissimo: Era molto sabbioso con della luce verde che usciva dalla terra, quelle luci che belle che luccicanti era una emozione vederla e infatti quella luce è stata la prima cosa che ho visto. Era un verde smeraldo con una spruzzata di di verde scuro unito a un bacio di sirena reale. però appena sono uscito ero stato accerchiato da un gruppo di uomini,era spaventatissimo ma nel mucchio di persono riuscì a intravedere una ragazza bellissima che poi diventò la mia migliore amica . chiesi subito al capo  “ma dove sono? chi siete voi?e perché mi guardate così!” loro risposero “ calmo, tu sei nel pianeta degli speciali e qui ci sono tutti uomini con “poteri” e visto che tutti noi abbiamo una malattia chiamata CHIMERA e per questo ci hanno mandato qui. io gli chiesi allora se era mortale perché io non sono morto? lui mi rispose dicendo che se non morivo  era perché avevo anche io la chimera ma me la detto con una serietà che non lo potevo prendere per uno scherzo.

 

 

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Capitolo 2

subito il sindaco gridò- tutti via subito!- e tutti le persone andarono via chi più lento chi più veloce, ma in un giro di pochi secondi la piazza era vuota allora il sindaco mi prese il braccio e con una velocità esorbitante mi trovai subito in una stanza chiusa con dei vetri al posto delle pareti e una grande scrivania al centro . e il sindaco divento molto più rilassato e mi chiese- da dove vieni ? – tutto stravaccato sulla sedia e i piedi sulla scrivania con un’aria pensierosa, io li risposi – da new rosà-e lui con un ritardo di ⅚ secondi mi rispose -bella quella città ?- si li riposi e mi chiese il nome io li risposi un po’ tremante -leonardo,torresin leonardo-  allora lui saltò in aria per un metro e mezzo dicendo – trovato trovato trovato!- e si mise tutto a posto, mi riprese il braccio e mi portò davanti  una porta e bussò uscirono tre persone chiamate: mattia,beatrice e la figlia della mia età chiamata giada.mattia e altissimo, ma veramente alto più o meno 2,50m tutto pelato  con un barba lunga e molto muscoloso, beatrice e media 1,80 con capelli neri e lunghi con un viso lucido e bello e delle ventose nelle mani ma piccole.e infine c’è giada con capelli biondi e lunghi con un viso bellissimo e degli occhi neri come la notte oscura della terra e ogni attimo che la guardavo era un attimo bellissimo ma il sindaco mi chiese- allora vuoi stare in questa casa per un po’ e io con un’aria da stupido li dissi- si – con una voce tremante, allora il sindaco se nè andò subito con una velocità pazzesca.

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Capitolo 3

la casa dall’esterno era una tipica Arleny degli anni 2098 bella ma fuori moda, e era troppo piccola. aveva: un giardinetto ai fianche della casa  con molti fiorellini colorati e della erbetta carina, aveva la forma di un garage con il tetto piatto e fatto di ferro, i muri erano fatti di cemento armato. La casa era alta e la porta era fatta di legno verde, si diciamo che era piccola ma tanto piccola.

però dentro era  gigantissima era quasi come un palazzo.il salotto aveva alposto di una  tv avevano la reltà virtuale con il divano rosso era per 8 persone e le pareti della casa erano verdi. poi mi hanno portato alla stanza che dividerò con giada,era di colore azzurro con al posto dei letti delle cupole. la stanza non era arredata tranne per un piccolo comodino che ci divide in due. alla fine mi portò in una stanza gigante tutta imbottita  con delle sagome di ferro che si alzavano e in un angolo della stanza c’era una palla di vetro e mi  hanno spiegato che quella stanza era la stanza di allenamento e quella palla serviva per decidere la difficoltà del livello.

alla fine del tour mi hanno fatto vedere i loro poteri. mattia aveva il potere del fuoco e del volo,beatrice del super grido e della visione notturna e invece giada poteva leggere il pensiero .

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CAPITOLO 4

la notte si avvicina e io e Giada dovevamo andare a letto e di fianco di noi c’era una sveglia enorme. IL giorno dopo la sveglia come tutte la sveglie mi deve svegliare in un bellissimo sogno. Allora mi vesto con dei vestiti strani tutti rossi e neri con un simbolo giallo che assomigliava a una stella e quella strana veste che mi sono messo era la tuta di scuola. Infatti anche qua dovevo andare a scuola, esco e mi trovo da davanti giada e Mattia e divento subito stupido. Mattia mi chiese come avevo dormito e io li risposi bene allora mi prese e mi portò in volo a scuola e in un battito di ciglia eravamo la. La scuola all’esterno era di dimensioni medio e come a casa di Mattia mi sembrava piccola dall’esterno per essere una scuola in fine aveva un giardino dove facevamo merenda. e in vece all’interno wow era GIGANTE. Le materie erano:

ore Lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì
storia fisica mira combatt inglese
mate sparatutto velocità combatt mate
pausa pausa pausa pausa pausa
pt marziano fisica anal sp pp storia

 

le lezioni più interessante era combattimento,sp pp e pt che stanno per sensi primordiali pantentali e potenziamento e io non potevo fare niente di questo tranne guardare era noiosissimo, loro combattevano io guardavo. certe volte dei uomini mi venivano a prendere a farmi delle visite, non hanno scoperto molto, solo che i poteri li ho presi dall’ entrata all’atmosfera del pianeta e che mi potrebbero comparire da un momento all’altro i poteri.   

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CAPITOLO 5

dopo una settimana buona di studio e di disperazione il papà adottivo decide di regalarvi un animaletto per non farci sentire troppo soli. stavamo dormendo e con una tromba Mattia ci svegliò suonando un motivetto molto stile punk rock e distruggendo la porta.io ero un po’ infastidito quella mattina non so perchè, perchè forse Mattia ci aveva svegliato distruggendo la porta. ci disse di scendere e là lo vidi Plimpi il Trump il mio cucciolone l’o chiamato così perché mentre camminava faceva plimp.

Però la cosa che rende Plimpi Trump speciale è che poteva cambiare forma in ogni animale che vuole. fantastico vero. però so cosa pensate “ma come fai a distinguerlo dagli  altri” è semplice lui cambia forma ma gli occhi e il carattere non cambia. e poi non dobbiamo mantenerlo lui si nutrisce tramite al sole.    

Plimpi aveva un carattere affettuoso infatti appena arrivavo a casa da scuola mi saltava addosso leccandomi la faccia e lasciandomi la faccia piena di gelatina. in casa sporca e poi scappa per non essere sgridato dalla mia mamma adottiva. e che ridere quando fa l’imitazione del prof e è identico. Plimpi ha 1 anni.il nemico peggiore di plimpi era un animaletto orribile chiamato Leoncino. leoncino era odioso anche a me. Ritornando a miei poteri questa ve la devo raccontare. l’altro giorno ero a scuola e c’era pt io mi stavo annoiando e quindi mi misi a guardare il muro intensamente e subito venni teletrasportato la, io impaurito andai dai dottori e loro mi spiegarono che il mio pri super potere si era sbloccato: il teletrasporta oculare o t.o. io ero emozionatissimo e andai a casa a dirlo a tutti          

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CAPITOLO 6

UNA GITA SUL PIANETA SCONOSCIUTO

 

Caro diario, oggi la mia famiglia mi ha fatto una sorpresa facendomi saltare scuola per 3 giorni e portandomi in un pianeta chiamato Cortana. appena sbarcati ero felicissimo ma non felice come quando prendi un bel voto ma felice come quando finisci un gioco in meno di 3 ore. alzato lo sguardo notai che non era bello quanto me l’aspettassi era meglio era stupendo e la cosa che lo rendeva diverso era che le persone erano robot. adesso vi chiederete “ma come siete arrivati là “ è semplice siamo arrivati con un teletrasporto, e penserete “ma perché non sei tornato indietro a casa con il teletrasporto perché la comunicazione con la terra l’avevano perso da migliaia di anni. però continuiamo con il viaggio. appena sbarcati il re bitta che era un umano proveniente da new rosa aveva la mia stessa età e per queste coincidenze diventammo subito amici e ci diede una camera di hotel gratis e ci portò a mangiare nel ristorante più di lusso però ci cacciarono via perché mangiavamo del cibo portato da casa e allora abbiamo mangiato in una fontana. il mattino dopo siamo andati a fare una maratona di corsa e io e Mattia ovviamente siamo arrivati primi perché mattia poteva volare e io più o meno con il teletrasporto me la cavavo anche se ho rischiato di farmio male 2 o 3 volte. il pomeriggio ancora meglio abbiamo giocato con bitta a calcebot che è un gioco simile al calcia ma si gioca con una palla di ferro. quasi alla sera siamo andati al museo dei robot, dentro c’erano tanti robot che erano famosi : Cyborg , Bitbot , Cleverbot  , Botbot ,  Matesbot.

il giorno dopo dovevano già partire mi sentivo molto triste io e il mio amico bitta ci dovevano separare allora i miei genitori subito mi comprarono un telefono in un negozio la vicino così io e bitta potevamo scriverci o chiamarci.

Saliti nel teletrasportatore bitta ci regalò un milione di ribit [Soldi] che erano uguali a mille euro.

tornati a casa ero stanchissimo e affamatissimo , cercando di farmi una merenda il cucchiaio accidentalmente e cadde nella mano da 5 metri di distanza. Havevo il potere di comandare il ferro.           

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Il ritorno!

mentre stavo dormendo una dolce musichetta proveniente dal telefono mi svegliò. io risposi e sentii la voce del sindaco che mi chiese dove erano i miei genitori , io li risposi che erano qua e mi chiese di passarli. li diedi il telefono a Mattia e lui guardo mia madre con un’aria sorpresa e partirono subito di corsa per andare al comune. tornati a casa fecero una riunione di famiglia dicendo : “ abbiamo una buona notizia , gli scienziati hanno trovato il modo per farti tornare a casa.io con un’aria felicissima gridai un sì così  forte che pure i vicini mi hanno sentito. però quel sì dopo un po’ si trasforma in un si di tristezza, perché stavo per ritrovare i miei genitori i miei amici  , ma capii subito che stavo per perdere i miei nuovi  amici e i miei nuovi genitori. allora mi misi subito A pensare era meglio e tornare a casa dalla mia famiglia, oppure restare qua con la mia nuova famiglia. dopo quel ragionamento e dopo quelle tante domande che mi feci trovai una soluzione. perché non portare la mia nuova famiglia Com’è, allora chiedi a loro se volevano  venire con me buon loro mi risposero che non potevo lasciare la terra dove erano nati. Allora  per consolarmi un po’ mi dissero  andiamo a prendere il gelato, Io vado matto per il gelato e allora la gustandomi un buon gelato alla frutta mi informarono che il lancio era previsto per domani mattina  alle 7.  io sia felice  sia il giorno dopo Mi trovarono pronto per partire con tutte le mie cose in valigia ma nascosi  nel Piccolo zainetto La nascosi il mio piccolo è adorabile plimpi Trump. Erano le 7:00 dovevo partire i miei genitori mi portarono la anche tutta la mia classe vinì Il alle 7:30 eravamo pronti per partire, non vi dico bugie Ero spaventato forse mi portavo in un altro pianeta forse i miei genitori erano….. no no non posso pensare questo Però stavi suo piattaforma mi sia vicino a Mattia mi prese la mano ci vicino anche mia mamma in presa anche lei l’altra mano mi guardò e mi disse noi veniamo con te noi restiamo con te poi non mente per un po’ ma dopo il di torneremo qua nel nostro pianeta.  partito  il teletrasporto in Un nanosecondo eravamo nella mia città finalmente milioni e milioni di persone che mi stavano aspettando  Tra giornalisti  tra persone che volevano fare domande, tra i Miei amici  ma soprattutto  la mi famiglia. Mi butta nella mischia andai su mia mamma sui miei genitori. Allora subito gli feci conoscere  la mia famiglia E soprattutto a mio fratello il mio nuovo telefono no dai non scherziamo.  subito una mamma un abbraccio i miei genitori adottivi Dicendogli sull’orecchio delle parole che non mi ricordo il loro significato.  gli altri genitori si sentirono un poco a disagio e quindi dovettero scappare via. allora io mostrai a mia mamma il mio animaletto e da qui li dissi tutta la mia storia ma questa ne è UN’ALTRA FINE   

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